Alieni dal Mar Rosso – Pescata al largo della Tunisia una nuova specie di sardina

Sta succedendo sempre più spesso e le quantità sono sempre più significative. Stiamo parlando delle specie aliene, pesci che entrano dallo stretto di Gibilterra o dal canale di Suez adattandosi alle nuove condizioni climatiche del Mare Nostrum, in cui è in atto un processo di meridionalizzazione dovuto ai cambiamenti climatici.

Così come si adatta il Mediterraneo dobbiamo adattarci noi, con le nostre abitudini di acquisto e alimentari. Ma allo stesso tempo, la cattiva gestione del passato deve aiutarci a non sbagliare più.

È solo di pochi giorni fa la notizia di una battuta di pesca con la lampara al largo di Ghar El Melh, una cittadina nel nord della Tunisia, dove sono stati catturati 640 chili di un tipo di sardine mai viste lungo quelle coste. «Tutti gli esemplari sono sani e la presenza di queste specie in Tunisia rappresenta una prima volta, dato che solitamente vivono nel Mar Rosso e raramente si spostano verso il Mediterraneo» ha dichiarato il commissario dello sviluppo agricolo del governo di Bizerte, Khélifa Hammami.

Secondo l’ente regionale che sta approfondendo il fenomeno, insieme all’Istituto nazionale di scienze e tecnologie del mare, gli studi preliminari hanno dimostrato che la specie si è spostata a causa delle nuove condizioni climatiche e biologiche che stanno riguardando il Mediterraneo. Questa nuova specie rappresenta una buona nuova per i tunisini, trattandosi di un pesce apprezzato per le qualità nutrizionali e il suo valore di mercato. Ogni esemplare può pesare 130 grammi e raggiungere una lunghezza di 30 cm.

«È la conferma che i nostri timori non sono infondati e saremo testimoni di casi come questo sempre più spesso. Sicuramente la nuova specie arriverà prima o poi anche nei nostri mari. A quel punto sarà necessario intervenire con prontezza, per evitare che accada di nuovo quello che abbiamo vissuto in passato con i piccoli pelagici, sui quali le istituzioni sono intervenute quando le specie erano già in sofferenza» dichiara Silvio Greco, presidente del comitato scientifico di Slow Fish. «Nel momento in cui una specie aliena diventa interessante per il prelievo, bisogna intervenire subito e predisporre piani di azione per lo sfruttamento sostenibile, per evitare che anche questa scompaia».

La sardina del Mar Rosso era stata catturata per la prima volta nel Mediterraneo nel 2005, a largo di Lampedusa. Di questo tema ci occuperemo a Slow Fish nella conferenza di venerdì 19 maggio alle 10,30 Il cambiamento climatico: impatti e scenari di adattamento.

di Elisa Virgillito
e.virgillito@slowfood.it

Fonte lapressenews.tn

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