I guardiani delle mangrovie – La rete siamo noi

Le mangrovie sono un ecosistema fragile. In Ecuador, dal 1960, la loro superficie si è ridotta di oltre il 60% per fare spazio agli allevamenti di gamberetti.

Lidér Góngora Farias è un pescatore, Esteban Tapia un cuoco. Entrambi sono impegnati nella difesa del proprio territorio, cercando di preservare queste preziose fonti di vita e di prevenire l’evacuazione delle popolazioni locali.

Ph. Ethan Daniels, nature.org

La comunità dei pescatori e l’industria dei gamberetti
«È un disastro. Hanno distrutto le mangrovie, un intero ecosistema fondamentale per la sopravvivenza della popolazione locale» esordisce Lidér Góngora Farias, pescatore dell’isola di Muisne e coordinatore dell’Assemblea Nazionale Ambientale dell’Ecuador.

Prima che l’allevamento dei gamberetti prendesse piede in Ecuador nel 1960, lungo le coste del paese c’erano 360.000 ettari di mangrovie. Ora sono circa 108.000 ettari, meno della metà. «Ne abbiamo perso un buon 60%! Queste industrie non solo danneggiano gli ecosistemi, ma costringono anche la popolazione locale a spostarsi, abbandonando i propri beni e le proprie case» dice Lidér.

L’isola di Muisne cresce letteralmente sulle mangrovie. Questo scenario magico è il posto in cui dove Lidér è cresciuto, tra gli alberi di mangrovie, la barriera corallina e la spiaggia. Sin dal momento in cui un devastante terremoto ha colpito l’Ecuador nell’aprile dello scorso anno, Lidér è stato coinvolto nella ricostruzione dell’isola. Un nuovo impegno oltre alla lotta contro la deforestazione delle mangrovie e l’evacuazione della popolazione locali, portati avanti dall’industria dei gamberetti.

«All’inizio iniziare a lottare ci spaventava. Avere a che fare con chi detiene il potere politico ed economico non è così facile». Tuttavia, Lidér e altri insieme a lui sono riusciti a dar vita a un’organizzazione nazionale in difesa delle mangrovie e delle popolazioni locali. Ogni villaggio ha formato una piccola associazione allo scopo mantenersi coesi.

A destra nella foto, Lidér Gòngora Farias, pescatore dell’isola di Muisne e coordinatore dell’Assemblea nazionale per l’ambiente dell’Ecuador.

Senza questa azione di resistenza, probabilmente oggi ci sarebbero ancora meno mangrovie oggi. Gli abitanti si sono organizzati per boicottare sistematicamente ogni singola occupazione illegale, rimpiantare alberi di mangrovie nei bacini abbandonati e informare i visitatori su cosa sta accadendo.

Le mangrovie sono ecosistemi estremamente ricchi, vivai ideali per migliaia di organismi terrestri e acquatici, dal plancton agli uccelli migratori. Le foreste di mangrovie sono tra gli habitat più interessanti per i pesci e le migliaia di altri organismi che cercano cibo e riparo. Queste foreste marine hanno sistemi radicali complessi che svolgono molte funzioni a un tempo e possono resistere alla salinità dell’acqua grazie a un caratteristico sistema di filtraggio.

«Le mangrovie proteggono le popolazioni che vivono lungo la costa. Se cessassero di esistere, saremmo costretti ad andarcene perché non avremmo difese contro le tempeste e gli uragani che distruggono interi villaggi» dice Lidér. In effetti, come una barriera naturale fra terra e mare, le foreste di mangrovie rendono stabili le coste e riducono l’erosione operata dalle correnti e le maree. Le loro radici proteggono le coste e contribuiscono a mitigare i danni di tsunami e uragani.

Tuttavia, nonostante i loro sforzi per reclamare i loro diritti sulle mangrovie e l’accesso all’acqua pubblica, gli abitanti dell’isola sono ancora trattati come se non esistessero. «Siamo più vulnerabili che mai, dal momento che ci hanno abbandonati al nostro destino, ma continuiamo a resistere».

Salvare i prodotti, cucinando
Altrove, lontano dalla costa, a Quito, la capitale del paese, lo chef Esteban Tapia è legato alle mangrovie dai propri ricordi d’infanzia, quando da bambino viaggiava regolarmente con la propria famiglia in queste zone. Ricorda le storie sugli esseri magici che popolavano questo ecosistema, e ricorda la gente del posto, con la sua cultura e i suoi canti. «Su quei posti circolano tante storie su creature misteriose e pericolose e su una flora così fitta e spessa che si potrebbe rimanere intrappolati senza riuscire ad uscirne».

Esteban Tapia, cuoco e leader del convivium Slow Food di Amawta Kawsay.

Esteban Tapia è anche il leader dell’associazione Slow Food in Ecuador. Attraverso il convivium Amawta Kawsay lavora con le comunità locali per promuovere il patrimonio gastronomico e proteggere la biodiversità agricola del paese. Quando visita le “terre” delle mangrovie, dopo tutti quegli anni, avverte una profonda nostalgia. «Un tempo la gente era felice, cantava, ballava, ti accoglieva con gioia e condivideva le proprie storie di vita».

Ma da allora – con l’avvento degli allevamenti industriali prima, e poi con il recente terremoto – le condizioni di vita sono peggiorate, e insieme ad esse il morale della gente. Essendo un cuoco, Esteban è frustrato per i danni causati dall’industrializzazione pesante. «Se fai un viaggio sulle foci dei fiumi si può chiaramente vedere come le vasche per i gamberi abbiano preso il posto delle paludi di mangrovie, compromesso il corso dei fiumi, ucciso ogni forma di vita». Chi vive vicino alle mangrovie lo sa, è impossibile non accorgersene.

«Penso che il ruolo fondamentale dei cuochi sia agire come un ponte che collega il mondo della produzione, la pesca e la raccolta con un consumo responsabile. Se siamo in grado di farlo nelle nostre cucine, avremmo svolto una parte importante nella difesa delle mangrovie e di altri ecosistemi. Questo è quello che cerco di fare ogni volta che cucino: sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso il piacere del cibo».

Fortunatamente, se c’è solidarietà tra la popolazione locale, c’è speranza. Líder e Esteban saranno entrambi presenti a Slow Fish quest’anno per raccontarci le sfide che stanno affrontando, e la lotta contro l’industria gamberetti in Ecuador.

di Buket Soyyilmaz
b.soyyilmaz@slowfood.it

Nell’ambito della Cucina dell’Alleanza Esteban Tapia preparerà un piatto simbolo del proprio paese sabato 20 maggio alle 15, nell’appuntamento Oceani di contaminazioni. L’evento è venduto online su questo sito.

Lidér Gongora Farias sarà protagonista dell’incontro La rete siamo noi – Esmeralda, Ecuador: la mangrovia è la vita, venerdì 19 maggio alle 10:30, in Casa Slow Food, sala Comunità della pesca. All’appuntamento si può partecipare liberamente fino a esaurimento posti.

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