La rete siamo noi: incontri con le comunità dei pescatori del mondo

Nella Casa Slow Food, ma anche in molti altri luoghi ed eventi della manifestazione, la rete internazionale e italiana di Slow Fish è pronta a mostrarsi al pubblico e ad assumere il ruolo di protagonista indiscussa di incontri, racconti, proiezioni, laboratori e appuntamenti gastronomici.

Cos’altro è una rete se non un insieme di connessioni, di legami interdipendenti? Tirandone un capo ne si sollecitano, più o meno direttamente, tutte le sue parti. Rompendone un pezzo si compromette il suo funzionamento generale, e assai lungo è il tempo e complesso il lavoro utile a ripararla. La rete non è soltanto un attrezzo di pesca, è anche, soprattutto, il groviglio di relazioni, fragile e ampio, che unisce acque, terra, microrganismi, pesci, pescatori, consumatori in un sistema interconnesso e vivo del quale ciascuno di noi entra a far parte ogni volta che acquista un prodotto ittico.

La rete e la campagna Slow Fish sono nate per render chiara questa dinamica e portare all’attenzione l’estrema necessità di promuovere sistemi di pesca che operano nel rispetto di questa delicata maglia di legami, dove il rapporto tra la salute del tessuto sociale e quella dell’ambiente è imprescindibile ed esplicito. Tutti i giorni i racconti delle comunità di pescatori, trasformatori, biologi e cuochi ti portano a compiere un viaggio attraverso i mari, gli oceani, le acque dolci, mostrando come le loro identità, conoscenze e linguaggi siano un patrimonio da salvaguardare e uno strumento efficace per comprendere la complessità del mondo acquatico.

Sono le storie di un’affumicatrice di pesce irlandese, quella di un uomo impegnato nella salvaguardia dell’ecosistema delle mangrovie in Ecuador, quella di un cuoco marsigliese che lavora fianco a fianco con i pescatori del posto per presentare in tavola una versione tutta locale – e artistica – del sashimi giapponese, quella dei pescatori danesi di Thorupstrand, che fronteggiano uniti una sregolata privatizzazione delle acque… E molte altre ancora!

Ti invitiamo ad ascoltarle, per esplorare i mari dal punto di vista dei protagonisti.

20 maggio
Porto Antico-Casa Slow Food

Coste mediterranee, Francia: Mantenere viva l’antica saggezza

Per oltre 10 secoli, lungo tutta la costa mediterranea francese, i pescatori legati da un senso dell’onore medievale hanno preservato antichi metodi di amministrare il mare, nonostante le guerre, la globalizzazione, le crescenti complessità. Il loro segreto? Mettere al centro […]

20 maggio
Porto Antico-Casa Slow Food

Kerkennah, Tunisia: la palma è la vita

Fino a poco tempo fa tutto nelle isole piatte secche di Kerkennah ruotava intorno alla palma. Frutta fresca e conserve di frutta come cibo, legna per accendere il fuoco, cortecce per fare scarpe, cesti, cappelli, e le foglie per un’arte […]

20 maggio
Porto Antico-Casa Slow Food

Ngaparou, Senegal: l’equità prima di tutto

La comunità di Ngaparou, sulla costa senegalese a sud di Dakar, vive principalmente di pesca, ma il mare, dove una volta abbondavano aragoste, seppie e polpi, ha subìto una crescente pressione da parte della pesca industriale, con conseguente emarginazione delle […]

21 maggio
Porto Antico-Casa Slow Food

Territorio Okanagan: Il salmone, il nostro genitore

Per il popolo Syilx che vive nel territorio di Okanagan, il salmone è sacro. Insieme con il cervo, la radice amara e il saskatoon. Ognuno di questi cibi rappresenta un diverso ambito alimentare, sono i quattro alimenti che da sempre […]

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