Olio: quanto ne sai? Un percorso interattivo per saperne di più su frodi, curiosità, cultivar e qualità

Quanto ne sapete, o credete di saperne, di olio? A Slow Fish vi mettiamo alla prova, con un tavolo interattivo in cui potrete sfidare un avversario in carne e ossa o il computer, e vedere qual è il vostro livello di preparazione.

Quattro sono le tappe in cui potrete cimentarvi. La biodiversità, ovviamente, attraverso cui potrete rendervi conto di quanto sia ricco il nostro paese (lo sapete quante delle 1200 cultivar censite nel mondo sono presenti in Italia? Più di 200? Più di 500? O più di 700?); il forse non tutti sanno che, grazie al quale chi scrive, ad esempio, ha scoperto che ne sa davvero pochissimo; il capitolo frodi, adulterazioni, sofisticazioni e contraffazioni, che solo nel 2015 sono quadruplicate, con un incremento record del 278% rispetto all’anno precedente; infine una tappa sugli oli e gli operatori della filiera, pensata per insegnarci a comprendere quali fattori determinano la qualità del prodotto.

Realizzato da Slow Food Italia con il contributo di Ett, industria digitale e creativa internazionale specializzata in innovazione tecnologica e culturale, il percorso è un’esperienza alla portata di tutti i palati e vi raccomandiamo di venire a provarla in Casa Slow Food, perché è davvero avvincente.

Qui, per stimolare un po’ la vostra curiosità, iniziamo col proporvi due quiz. Una domanda. Due risposte sbagliate e una giusta. Siete pronti? Andiamo!

Se un olio profuma di banana o di frutti di bosco è stato contaminato?

  • Sì, è molto probabile che abbiano aggiunto aromi
  • No, è un difetto dovuto all’invecchiamento e all’ossidazione
  • No, sono caratteristiche sensoriali determinate dal tipo di cultivar che si ritrovano nell’olio.

Ha meno calorie un olio di semi o un olio di oliva?

  • L’olio di semi ha meno calorie: questo si percepisce dalla sua “leggerezza”
  • L’olio di oliva è più digeribile e ha meno calorie
  • Tutti gli oli hanno le stesse calorie

Allora, quanto vi sentite bravi?

Ma il nostro impegno sul fronte dell’olio, a Slow Fish, non finisce qui. Intanto vi invitiamo giovedì pomeriggio alle 17 all’evento Univercity a Slow Fish – I linguaggi della degustazione che raccontano l’olio di oliva, sul palco di Slow Fish. A confrontarsi saranno Francesca Rocchi, vicepresidente di Slow Food Italia, Diego Soracco, della redazione progetto olio e Jacqueline Visconti del Centro di ricerca in terminologia multilingue (CeRTem) dell’Università di Genova. Sarà l’occasione per approfondire l’argomento olio anche dal punto di vista della terminologia. E anche in questo caso non mancheranno le sorprese.

Infine non può mancare una novità dalla nostra casa editrice: Il mondo dell’olio, appunto, che propone un viaggio nell’universo dell’olio extravergine, per conoscere meglio il simbolo della dieta mediterranea e si pone come uno strumento di difesa dalle contraffazioni e di orientamento tra etichette, regolamenti e leggi, senza trascurare gli aspetti culturali e le testimonianze nell’arte e nella letteratura.

Ho detto tutto vero? No! Che sbadata, ecco le risposte…

Quante delle 1200 cultivar censite nel mondo sono presenti in Italia? Più di 500: 532, per la precisione.

Se un olio profuma di banana o di frutti di bosco è stato contaminato? No, sono caratteristiche sensoriali determinate dal tipo di cultivar che si ritrovano nell’olio. La cellina di Nardò, ad esempio, dà una particolare sensazione di frutti di bosco.

Ha meno calorie un olio di semi o un olio di oliva? Tutti gli oli hanno le stesse calorie. Indipendentemente dalla sua natura, infatti, ogni olio apporta circa 9 chilocalorie per grammo.

Ecco, ora sì che ho detto tutto.

di Silvia Ceriani
s.ceriani@slowfood.it

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