Paradisi ritrovati. C’è un futuro per il cibo e l’ambiente nei Caraibi

Siamo abituati a pensare ai Caraibi solo come a una meta di vacanze da sogno o di impossibili fughe dalla nostra quotidianità.

Ma in quei paradisi lontani c’è molto di più di quanto mostrino le immagini patinate che scegliamo come sfondi del nostro desktop: oltre alle meraviglie dei paesaggi, infatti, c’è un tesoro inestimabile di biodiversità racchiuso in fragili ecosistemi, sempre più minacciati dalle attività umane e dal cambiamento climatico.

Sulla costa messicana del Quintana Roo, dove si trovano le Riserve della Biosfera di Sian Ka’an e di Banco Chichorro, e nella Riserva della Biosfera Seaflower nell’Arcipelago di San Andrés, Providencia e Santa Catalina, in Colombia, la rete di Slow Fish ha da poco dato vita a un nuovo progetto per promuovere la conservazione della biodiversità della barriera corallina e costiera.

L’iniziativa Slow Fish Caribbean, finanziata dall’Unione Europea e realizzata da Slow Food insieme a Fundación ACUA e Corporación CORALINA in Colombia e Colectividad Razonatura in Messico, è stata presentata lo scorso 9 marzo a San Andrés (Colombia), nell’Auditorio della Gobernación di San Andrés, Providencia y Santa Catalina. Per l’occasione, numerosi rappresentanti di autorità e associazioni locali hanno discusso insieme sul futuro di questi affascinanti ecosistemi.

La fase iniziale del progetto triennale comporterà una mappatura delle aree coinvolte: l’Arca del Gusto sarà un elemento chiave della ricerca, nel tentativo di tutelare e diffondere la conoscenza sull’enorme patrimonio di razze, specie e prodotti alimentari che caratterizzano questi ecosistemi e che sono spesso messe in ombra dai paesaggi da cartolina.

Questa fase iniziale sarà seguita dalla formazione per le comunità di pescatori coinvolti nel progetto su vari temi come la gestione integrata delle risorse marine, le attività economiche che possono fornire alternative alla pesca e la creazione di sistemi di monitoraggio.

Nella fase finale, le attività saranno implementate nelle aree locali. In Colombia, l’attenzione sarà focalizzata sul rafforzamento del Presidio del Granchio nero di Providencia, mentre in Messico ci si concentrerà sulle comunità dei pescatori di aragosta (P. Argus), attraverso la collaborazione dell’Alleanza dei cuochi e la creazione di un nuovo Presidio.

Francisco García García, responsabile della sezione Cooperazione della Delegazione dell’Unione Europea in Colombia, ha commentato così l’avvio dell’iniziativa: «I princìpi della cooperazione dell’Unione Europea in Colombia devono essere pace, pace e pace. La tutela della biodiversità fa parte di questo percorso, anzi è una condizione essenziale per il mantenimento della pace nel Paese».

Andrea Amato, coordinatore di Slow Food per il progetto, ha sottolineato come questo lavoro permetterà di rafforzare la rete di Slow Fish nel Caribe sia come campagna di sensibilizzazione dei pescatori e dei consumatori, sia come rete di comunità che potranno condividere esperienze e conoscenze.

«I biologi sanno che esistono profonde interconnessioni tra gli ecosistemi – ha spiegato Barbara Origlio di Colectividad Razonatura – ll progetto Slow Fish Caribe ci permetterà di approfondire non solo le connessioni tra ambienti naturali, ma soprattutto tra comunità di pescatori, raccoglitori, accademici in tutto il Caribe che lavorano per una gestione sostenibile delle aree marine. Attraverso la rete di Slow Fish, diffonderemo le buone pratiche e le diverse esperienze».

Sull’importanza della diffusione delle esperienze virtuose ha insistito anche David Soto Uribe, direttore di Fundación ACUA: «Molte volte l’obiettivo del nostro lavoro non è inventare qualcosa di nuovo, ma moltiplicare le esperienze virtuose che già esistono per arrivare ad altre comunità e ampliare la rete».

Dello stesso parere anche Erick Castro, di Corporación CORALINA: «Questo progetto da un lato valorizza il territorio e la cultura locale (nel caso della Colombia la cultura raizal), dall’altro creerà possibilità di scambio di esperienze tra riserve marine in diverse parti del Caribe. È fondamentale promuovere la sicurezza e la sovranità alimentare in un territorio, quello dell’arcipelago di San Andrés, Providencia y Santa Catalina, dove la componente agricola è andata via via riducendosi e gran parte dei prodotti alimentari vengono importati. Il progetto promuoverà quindi anche attività alternative alla pesca, tra cui l’orticoltura».

Al progetto Slow Fish Caribbean partecipa anche il Presidio del Granchio nero di Providencia: Doris Bernard Henry ha raccontato l’esperienza del Presidio, nato nel 2014 con l’obiettivo di accompagnare le politiche ambientali e di sostenibilità per garantire la sopravvivenza della specie, e la sua partecipazione a Terra Madre Salone del Gusto 2016.

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