Diamo una casa a Slow Fish: in Liguria la futura capitale degli studi sulla biodiversità nel Mediterraneo

Da oggi a domenica 21 Slow Fish getta l’ancora nel Porto Antico di Genova, approdo sicuro dell’evento internazionale dedicato al pesce e alle risorse del mare che ormai da otto edizioni l’associazione Slow Food Italia e la Regione Liguria organizzano in collaborazione con il Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali e il Comune di Genova.

Dal 2004 il rapporto con il capoluogo ligure si è consolidato a tal punto che il presidente internazionale di Slow Food, Carlo Petrini, lancia ora l’idea di assicurare a Slow Fish «una sede fissa, politica e fisica, per interagire con tutti gli attori del Mediterraneo. È nostro dovere lavorare perché la Liguria divenga il fulcro di un dialogo tra le sponde del nostro mare, per superare le difficoltà comuni e creare un’economia virtuosa».

«Questo appuntamento è anche un’occasione per diventare consumatori più consapevoli, ampliando le nostre conoscenze sulle comunità di pescatori e gli stili alimentari più sostenibili. I temi di questa manifestazione sono temi da ricordare ogni giorno. Siamo ancora più convinti perciò che Slow Fish debba evolvere in un forum permanente sui mari e sulla pesca, unendo le sensibilità istituzionali all’apporto dei cittadini», conferma Gaetano Pascale, presidente di Slow Food Italia.

La sfida è accolta in pieno dal presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, che individua anche una possibile soluzione: «Mi sono confrontato con Carlo Petrini per fare della Liguria un centro di eccellenza permanente di Slow Fish, per il confronto culturale all’interno del Mediterraneo, così come il Porto di Genova è la capitale dei porti d’Italia. Per questo serve uno spazio in prospettiva e secondo noi potrebbe essere Hennebique, denominato per l’occasione Palazzo del Mare, che potrà ospitare un centro permanente di ricerca e studio delle tematiche del mare legate a Slow Fish. Facendo così di Genova la capitale del Mediterraneo per il confronto sulla biodiversità».

«Se serve una soluzione ponte la potremmo trovare – continua Toti – sono molti gli immobili pubblici non utilizzati a Genova e nei dintorni. L’importante è non perdere tempo, perché dalla valorizzazione di quello che c’è qui oggi passa anche il successo della nostra terra e dell’Italia tutta. Regione Liguria è qui pronta per discutere e lo dimostra la presenza degli assessori regionali d’Italia riuniti in questa città per confrontarsi sulle politiche agricole regionali. Grazie alla Regione, che li ha riuniti tutti insieme, il Governo si è impegnato a fare la sua parte fino in fondo e noi a costruire politiche di sostenibilità».

Sul tema della sostenibilità si concentra l’intervento del Ministro delle Politiche agricole,

alimentari e forestali Maurizio Martina, secondo il quale «Slow Fish è un’occasione importante per rilanciare l’impegno nella tutela del reddito dei pescatori e nella promozione di modelli sostenibili di salvaguardia delle risorse marine».

Martina ribadisce la disponibilità del Ministero «a sostenere la piccola pesca artigianale, che per la prima volta trova definizione in un nostro decreto». Più in generale, afferma il Ministro, «dobbiamo continuare il lavoro con le Regioni per spendere sempre meglio le risorse europee e aiutare un settore che dà lavoro a 30mila persone in Italia. Eventi come questo di Genova, poi, aiutano anche a costruire un rapporto sempre più consapevole con i consumatori, attraverso momenti di contatto diretto, educazione e formazione».

La testimonianza di Slow Fish, sottolinea a questo proposito Petrini, «porta avanti caparbiamente la volontà di coniugare il lavoro di pescatori e chef con la responsabilità di mantenere un ambiente sano e una giustizia sociale per chi lavora».

La rotta, secondo il fondatore di Slow Food, è già tracciata: «Vogliamo darci per la prossima edizione, nel 2019, due obiettivi da raggiungere: assicurare una casa a Slow Fish e contribuire insieme alle istituzioni affinché l’Italia si doti di una nave da ricerca oceanografica, bene comune indispensabile a promuovere la conoscenza dei nostri mari».

 

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