La biodiversità del mare di Puglia debutta a Slow Fish

 

Tre nuovi Presìdi di pesca artigianale tutelati dalla Chiocciola

A Slow Fish 2017 debuttano tre nuovi Presìdi Slow Food sulla pesca e portano tutti il marchio di qualità della Puglia, grazie al progetto Cap – Salento finanziato dalla Fondazione per il Sud. Li presentiamo giovedì alle 19 nell’Aula Italia di Casa Slow Food nella conferenza La pratica della pesca sostenibile nelle aree marine protette pugliesi, esperienza del Cap Salento.

 

Pesca artigianale di Torre Guaceto – Carovigno (Br)

All’interno dell’Area marina protetta di Torre Guaceto opera la Cooperativa Emma. Composta da 7 pescatori che, avendo a cuore le sorti della riserva, utilizzano maglie larghe per le reti ed escono in mare una sola volta alla settimana, anche se la pesca è prevista tutto l’anno, consentendo così il ripopolamento delle specie ittiche e la pesca di esemplari adulti. Le reti variano dai 500 metri, con maglie non inferiori ai 36 millimetri per la pesca del pesce serra (Pomatomus saltatrix), ai 1000 metri, con maglie pari o superiori ai 30 millimetri per la pesca degli altri pesci.

 

Piccola pesca di Porto Cesareo – Porto Cesareo (Le)

L’Area marina protetta di Porto Cesareo è molto vasta e vanta 17.000 ettari di mare con circa 250 pescatori e 100 unità navali. Eppure alcuni di questi hanno preso la decisione esemplare di autolimitarsi nei sistemi di pesca, utilizzando solo reti con maglie non inferiori a 29,4 millimetri e lunghe 3.000 metri, limiti questi molto più restrittivi rispetto a quelli previsti per legge. Inoltre, per proteggere l’ambiente marino, hanno adottato un sistema di autodenuncia di strumenti di pesca persi in mare. Il Presidio nasce per sensibilizzare altri gruppi di pescatori a una pesca sostenibile e rispettosa dell’ambiente marino.

 

Piccola pesca delle secche di Ugento – Ugento (Le)

Nel porticciolo di pesca di Ugento opera la società cooperativa Padre Pio: 6 piccole imbarcazioni per 9 pescatori che utilizzano reti di 30 millimetri di maglia e 1000 metri di lunghezza. Il Presidio è nato per sostenere l’attività dei pescatori locali, attenti alle risorse del loro mare, che si ritrovano a pescare nelle difficili coste ugentine: circa 4 miglia di secche che nei secoli scorsi hanno dato filo da torcere a molte imbarcazioni. Plutarco nella biografia di Pirro parla proprio delle secche di Ugento nelle quali, dopo una tempesta, le imbarcazioni della flotta del re degli Epiroti si andarono a incagliare.

 

 

 

 

Nel Mercato di Slow Fish troviamo invece gli altri prodotti tutelati dall’associazione della Chiocciola.

 

Campania

La tradizione antichissima delle alici di menaica (dal nome della barca e della rete, dette anche menaide) era un tempo diffusa in tutto il Mediterraneo, mentre oggi sopravvive in poche località italiane, tra le quali il Cilento. Qui le acciughe si distinguono per la carne chiara che tende al rosa e per il profumo caratteristico.

E poi la colatura tradizionale di alici di Cetara: il liquido ambrato si ottiene lasciando maturare le alici sotto sale, pescate nel golfo di Salerno nel periodo primaverile. La colatura del Presidio viene venduta in bottiglie di vetro che riportano il logo “Presidio Slow Food” e la numerazione progressiva scritta a mano.

 

Emilia Romagna

Non può mancare il sale di Cervia prodotto nella salina Camillone. Ottenuto secondo il metodo antico, è un sale dalle caratteristiche superiori e più “dolce” rispetto a quello comune. Dalle Valli di Comacchio arriva invece l’anguilla marinata tradizionale, di cui il Presidio ha recuperato la tradizione della pesca e della conservazione: le anguille, cotte allo spiedo, sono messe in salamoia (acqua, sale marino di Cervia, aceto di vino bianco e alloro) in recipienti di legno o di latta. Il segreto, oltre che nella materia prima, sta nella brace di legno di leccio.

 

Liguria

Con i padroni di casa parliamo della tonnarella di Camogli, una delle poche in attività in Italia: un metodo di pesca tradizionale e altamente sostenibile perché solo il pesce di taglia medio grande rimane imprigionato. Consiste in un sistema di reti in fibra di cocco calate in mare per circa sei mesi, da aprile a settembre.

 

Marche

Con il nome dialettale di mosciolo si intende una cozza o mitilo (Mytilus galloprovincialis) con una caratteristica peculiare: quella di essere selvatica, di provenire da una riproduzione naturale e di vivere attaccata agli scogli sommersi della costa del Conero. Il Presidio del mosciolo selvatico di Portonovo salvaguarda questa attività, messa in crisi dalla concorrenza dell’allevamento dei mitili.

 

Toscana

L’attività di pesca tradizionale della laguna di Orbetello è fondamentale per l’economia dell’area e ha una lunga storia, caratterizzata in particolare dai metodi tradizionali di cattura che i pescatori utilizzano da sempre, come il lavoriero, il martavello e il tramaglio. Modernizzate nel tempo, queste tecniche mantengono le loro caratteristiche di sostenibilità: il pesce, infatti, arriva da solo, secondo la stagionalità e le maree, senza l’uso di mangime esca.

L’Europa dei Presìdi a Slow Fish: non solo baccalà…

 

Francia – ostriche naturali della Bretagna

Nemmeno la produzione di ostriche è riuscita a sfuggire alla logica produttivistica e anche in Bretagna la cattura è stata mano a mano soppiantata dall’allevamento. L’ultimo ritrovato è una manipolazione genetica che consente di avere ostriche mature entro 18 mesi anziché tre anni, e in tutte le stagioni. Un virus, inoltre, probabilmente reso più aggressivo dalla mutazione, sta mettendo in ginocchio l’attività degli ostricoltori. Il Presidio sostiene chi oggi ha deciso di seguire i cicli naturali di crescita delle ostriche, salvaguardando i terroir e l’ambiente marino.

 

Norvegia – baccalà di Møre og Romsdal

La produzione di klippfisk (baccalà) risale al 1691 attorno alla città di Fosen, per poi estendersi, a partire dalla metà del XVIII secolo, all’intera costa nord-occidentale della Norvegia. Oggi, sono rimasti pochissimi produttori artigianali che producono baccalà lavorando solo skrei pescato con i metodi tradizionali, che preservano la qualità del pesce e riducono il rischio di catture accidentali.

 

Olanda – Pescatori tradizionali del mare di Wadden

In un ambiente unico al mondo, 35 pescatori artigianali sono gli ultimi a servirsi di attrezzature da pesca fisse, ancorate in punti determinati. Ogni pescatore è specializzato in una o più di queste tecniche e lavora su un numero limitato di specie marine. Si pescano il cefalo, il branzino, la spigola, lo sperlano, il “bot”, i granchi e le cozze.

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