Il ritorno del salmone sockeye – La rete siamo noi

La storia della Okanagan Nation Alliance è la storia di un salmone, di speranza, di un destino comune.

Gli Okanagan sono una delle Prime nazioni, che popolano entrambi i versanti dell’attuale confine tra Stati Uniti e Canada. Designano se stessi come popolo Syilx.

La parola Syilx sottintende un comando rivolto a ciascun membro della comunità per invitarlo a rinsaldare i legami con la propria gente e con tutte le forme di vita di cui si compongono il territorio e le vie d’acqua fino a diventare una cosa sola. Per migliaia di anni, il rapporto instaurato con la terra dai membri della popolazione Syilx ha consentito loro di fare affidamento su se stessi e di vivere bene. Formavano una sola nazione, conoscevano intimamente il proprio territorio e i suoi abitanti, pescavano e cacciavano, coltivavano e si dedicavano alla raccolta di cibi selvatici, praticavano attività artigianali e commerciavano secondo i loro bisogni. Trattavano con rispetto i loro famigliari, gli antenati, e i cibi fondamentali per il loro nutrimento: l’orso, il salmone, la radice amara e la bacca saskatoon.

Il salmone rosso ha sempre costituito una risorsa alimentare di prima importanza per gli Okanagan. Specie migratoria, il pesce segue la corrente del fiume Okanagan finché esso non si getta nel fiume Columbia, e di lì fino a Portland e all’Oceano Pacifico. Qui, intercetta il vortice del Nord Pacifico, una corrente oceanica che lo spinge fino alle Hawaii e in California (non a caso, lo chiamano il “pesce turista”), per poi risalire le correnti del fiume Columbia e deporre le uova nel raggio di non più di cento metri dal punto in cui è nato. Sulla strada del ritorno ciba uomini, orsi, uccelli e, dopo la deposizione, diventa di un colore rosso mattone. Quindi muore, si decompone e dona materia fertilizzante per il fiume, per la terra e per i futuri avannotti.

Negli anni trenta del secolo scorso, l’erezione di dighe ne ha ostruito il percorso. I corsi d’acqua furono incanalati, le rive furono edificate e l’habitat dei salmoni venne distrutto. Il clima cambiò. Lo sfruttamento eccessivo delle risorse si trasformò in un flagello. Il salmone, che fin dall’alba dei tempi tornava a casa ogni anno, scomparve quasi del tutto. Intorno alla metà degli anni Novanta gli esemplari adulti fecondati che tornavano nelle acque d’origine erano meno di 5000, il che, tutto considerato, aveva ancora del miracoloso. Eppure era giunta l’ora di Kt cp’elk’ stim’.

Kt cp’elk’ stim’ significa “far tornare indietro” Nel 1997, l’Okanagan Nation Alliance decise che era il momento di riportare a casa il salmone. A partire dal 2003 l’Okanagan Nation Alliance gestisce un progetto finalizzato a ripristinare la popolazione di salmone rosso nell’Osoyoos, lo Skaha e nel lago Okanagan, intrecciando scienza moderna e pratiche ancestrali: il transito del pesce adulto alla diga McIntyre è stato riprogettato da cima a fondo, gli habitat fluviali sono stati ripristinati, sono stati scavati canali per consentire ai salmoni di deporre le uova, sono state attivate stazioni di schiusa nelle acque del lago Skaha e sono stati predisposti strumenti di gestione in tempo reale dell’acqua in cui vivono i pesci.

Tutte queste misure sono andate di pari passo con la rivitalizzazione della cultura Okanagan, incluse le cerimonie tradizionali che portano la gente a condividere il proprio cibo e le proprie esperienze, e a continuare a pregare per invitare il salmone a ritornare, un po’ come il salmone ha riportato in auge la loro cultura.

Il salmone rosso degli Okanagan ha ascoltato quelle preghiere. Nel 2014 sono ricomparsi oltre 600.000 esemplari, una piccola parte dei quali è stata pescata per nutrire la popolazione. Nel frattempo i bambini apprendono la propria lingua madre nelle scuole Syilx e i custodi della conoscenza preservano il Chaptikwl, la storia orale, e mantengono vivi i racconti e la memoria del loro popolo. Gli artisti prosperano. I giovani, di nuovo orgogliosi delle proprie origini, lavorano per recuperare e rivitalizzare i saperi tradizionali incrociandoli con la conoscenza scientifica per poter essere un giorno, come era un tempo, i veri custodi della propria terra.

di Michéle Mesmain
m.mesmain@slowfood.it

Slow Food e la Okanagan Nation Alliance hanno collaborato per molti anni grazie all’iniziativa di due donne, Ingrid Jarrett, coordinatrice del convivium di Slow Food Thompson Okanagan, e Pauline Tebasket, direttrice esecutiva di Okanagan Nation Alliance. Grazie alla loro collaborazione il salmone sockeye è diventato un prodotto dell’Arca del Gusto e successivamente un Presidio.

La comunità Okanagan sarà una delle protagoniste degli incontri La rete siamo noi domenica 21 maggio alle 16:30.

Tags:

Official Partner: