Slow Fever: bere esplorando il mondo

Slow Fever. Dove vogliamo andare a parare, con un nome così? Ve lo spieghiamo chiamando in causa un altro nome, quello di una storica azienda genovese che festeggia quest’anno i settant’anni di età: Velier. In tutto questo tempo, l’azienda ha esplorato in lungo e in largo il mondo, selezionando distillati e vini, prodotti nati dal lavoro di agricoltori, artigiani, artisti, espressioni autentiche dei rispettivi terroir.

Dai Caroni ai Demerara, dai Clairin haitiani ai Mezcal artigianali messicani: oggi come ieri Velier esplora piantagioni sperdute e distillerie remote ed è un punto di riferimento per gli appassionati di tutto il mondo.

A Genova, a Slow Fish, ritroverete Velier in molti luoghi dell’evento, oltre che nel suo stand: nella Cucina del Mercato, con una proposta di Triple A da abbinare ai piatti preparati nei diversi Fish-à-porter; in piazza Caricamento, con il Fever Tree Truck; in Piazza delle Feste, dove Velier cura l’area mixology, con una proposta quotidiana di cocktail i cui protagonisti sono prodotti moonshine distillati in piccole quantità, in alambicchi discontinui, partendo da materie prime coltivate localmente. Si tratta di spirits prevalentemente bianchi, invecchiati e non, che esprimono al massimo l’artigianalità del processo manuale, l’essenza del territorio e il savoir faire del distillatore. Qualche esempio? Il Clairin, rhum haitiano base del White & Storm (Clairin Sajous, Fever Tree Ginger Beer), che viene prodotto utilizzando varietà autoctone di canna da zucchero coltivate in consociazione con molte altre piante, senza l’utilizzo di diserbanti o pesticidi Oppure il Rhum Rhum, distillato in alambicco discontinuo a bagnomaria e perfetta espressione dei pure single rhum agricole con cui è preparato il PMG Daiquiri (Rhum Rhum PMG 56°, succo di lime fresco, Pok Pok Som Pineapple, sciroppo di zucchero di canna Neisson).

Per due ore al giorno, inoltre, lo Slow Fever bar ospiterà alcuni tra i migliori bartender liguri e genovesi con le loro proposte speciali. Protagonista dell’appuntamento di sabato 20, dalle 17 alle 19, uno di loro è Jonatan Abarbanel, il giovane barman di Les Rouges, in piazza Campetto a Genova, al primo piano di un palazzo Cinquecentesco della città. Parlando del suo Sottoripa Margarita (Tequila, miele dell’Appennino ligure, sciroppo di agave e succo di limone), una delle due proposte che porterà a Slow Fish, dice: «L’idea è di partire da qualcosa di già esistente, reinterpretandolo con gli ingredienti sostenibili e locali. Un cocktail è l’unione di ingredienti da più parti del mondo, l’incontro di tante culture». Qual è la cartina di tornasole di un cocktail bar? «Secondo me è il Gin Tonic. Sembra facile, ma non lo è, e in più adesso molti locali sembrano non accettare la sua semplicità. Il segreto del Gin Tonic sono le materie prime e l’equilibrio. Nessuno svolazzo. Nessuna aggiunta. Nessuna esagerazione».

Un altro bartender protagonista del nostro Slow Fever, giovedì 18, dalle 19 alle 21, è Marco Negrello del Suite Hotel Nettuno di Sestri Levante. Quando mi parla del suo lavoro la parola che cita più spesso è “curiosità”. «È la molla che mi ha spinto a viaggiare molto, a conoscere i prodotti direttamente nei luoghi di produzione, dalla Scozia, alla Francia all’Asia, più recentemente. Grazie a Velier, ho scoperto prodotti rustici, molto artigianali e legati alla cultura del luogo, come il Mezcal o il Clairin di Haiti, e a Slow Fish proporrò proprio un cocktail che miscela l’agromezcal, lungo e prepotente, con le sensazioni rinfrescanti dell’aceto». In attesa di provarlo a Genova – perché la curiosità non è solo propria del barman – anche a lui chiedo da cosa si misura la bravura di chi sta dietro il bancone. «In genere sono i classici a farci capire la mano di chi sta miscelando: un Daiquiri, un Margarita, un Americano, anche. Ricordiamoci però quanto è importante saper giocare con gli spiriti, col ghiaccio: lo stesso cocktail può avere molte forme e sfaccettature».

Per provarle, vi diamo appuntamento a Slow Fish. Slow Fever, con tutti gli appuntamenti dedicati alla migliore mixology, si trova nella Piazza delle Feste. Non mancate!

di Silvia Ceriani
s.ceriani@slowfood.it

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