Slow Fish on Film: proiezioni sotto le stelle del Porto Antico

Sul palco di Slow Fish e nella sala La rete siamo noi tante proiezioni arricchiscono il programma dell’evento.

Dal Bosforo e il mar di Marmara, in Turchia, alle isole di Lampedusa e Fuerteventura fino alla barriera corallina del Banco Chinchorro in Messico… Un’occasione per conoscere le storie delle comunità della pesca tradizionale in tutto il mondo e per comprendere i problemi che affliggono i nostri mari e oceani. E per portare a casa immagini drammatiche, ma anche magiche. Slow Fish on Film offre molti spunti di riflessione.

Ne approfittiamo per uno scambio di battute col regista Mert Gökalp e per passare brevemente in rassegna i film in programma.

Bluefish: il principe del Bosforo

In Turchia si chiama lüfer. Si tratta del pesce serra (Pomatomus saltatrix) ed è diventato il simbolo della battaglia contro la pesca eccessiva nel Bosforo e nel Mar di Marmara. Infatti la sopravvivenza del lüfer è minacciata.

La specie è protagonista del documentario Bluefish: il principe del Bosforo, che ne racconta la storia. La scena dei pescatori allineati lungo il Bosforo di Istanbul è senza tempo e pittoresca, così come quella dei venditori di cibo di “strada” che propongono sandwich di pesce alla griglia direttamente dalle barche sul Corno d’Oro. La pesca è stata una parte fondamentale della cultura della città per migliaia di anni, ma nonostante l’immagine iconica offerta ai turisti, la maggior parte dei frutti di mare consumati a Istanbul oggi è importata. Il Bosforo e il Mar di Marmara soffrono della pesca eccessiva e non regolamentata, e le scorte sono progressivamente diminuite. A documentare la situazione è il regista Mert Gökalp, che con una serie di immagini potenti ha documentato la migrazione annuale del lüfer, dalla prospettiva delle persone che lo hanno voluto salvare.

«Alcuni anni fa ho iniziato a seguire gli attivisti di Greenpeace e Slow Food. Non hanno mai esitato a uscire nel bel mezzo della notte per ispezionare i pescherecci illegali. Non avevo mai visto alcuna altra comunità che si dedicasse così tanto a questa causa, ed ero impressionato dall’impatto delle loro azioni sul pubblico. Così ho iniziato a pensare che il lavoro sulle immagini potesse contribuire alla loro battaglia. Tre anni fa, ho incontrato Defne Koryürek, leader di Slow Food Istanbul all’epoca, durante il festival del lüfer, e ho iniziato a raccogliere il materiale per il documentario.

La battaglia di Slow Food per la salvezza del lüfer è iniziata nel 2010, quando il convivium locale, Fikir Sahibi Damaklar ha lanciato la campagna Do not Let Lüfer Go Extinct insieme alla Turkish Marine Research Foundation. L’intento era la sensibilizzazione di un vasto movimento composto da chef, scienziati, consumatori e pescatori sulla questione delle dimensioni minime di cattura per diverse specie. Nonostante il successo della campagna, ancora oggi i pescherecci a strascico continuano a catturare i pesci sotto taglia.

Mert spiega così la questione: «La pesca industriale è sostenuta dal governo perché genera profitto. Non c’è dubbio che sia una questione politica, che potrebbe essere risolta se fossero effettuati gli esami e le ispezioni necessari e se la legislazione fosse riveduta. Se non cambiamo percorso, sarà la fine del lüfer».

Bluefish: il principe del Bosforo, sarà proiettato venerdì 19 maggio alle 20:30 nella sala La rete siamo noi, in Casa Slow Food.

Gli altri film in programma

Durante Slow Fish saranno anche altri i film in programma. Sempre venerdì 19 maggio alle 20:30, sul palco principale, sarà proiettato Once the Sea was Covered with Water, film documentario di Giacomo Orsini e Lorenzo Sibiriu, che analizza la condizione contemporanea della piccola pesca europea, dando voce alle due comunità di piccoli pescatori delle isole di Lampedusa (in Italia) e Fuerteventura (in Spagna). La pesca artigianale lotta per la propria sopravvivenza, schiacciata da un lato dai regolamenti comunitari che ne compromettono la sostenibilità economica, e dall’altro dalla scarsità di risorse ittiche dovuta a decenni di eccessivo sfruttamento della pesca industriale.

Sabato 20 maggio alle 17:30, sul palco potrete assistere alla proiezione di Alamar, scritto e diretto da Pedro Gonzalez Rubio, la storia di un bambino, che va a trovare suo padre in Messico e con lui si imbarca per raggiungere Banco Chinchorro, una delle più estese barriere coralline del pianeta, dove il nonno ha un piccolo capanno da pesca. In questo ambiente idilliaco, il rapporto di complicità tra padre e figlio viene a rafforzarsi.

Sabato 20 alle 20:30, nella sala La rete siamo noi, di Casa Slow Food, sarà invece la volta di La voce dell’invisibile della regista francese Mathilde Jounot. Il suo film si interroga sul modo in cui sono gestite le zone di pesca, mostrando come i pescatori siano la specie veramente minacciata e come le grandi multinazionali stiano lavorando per privatizzare gli oceani.

di Buket Soyyilmaz
b.soyyilmaz@slowfood.it

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