Al di là del muretto: l’Alassio della pesca

09 Maggio 2023

Immaginatevi la banchina della pesca di Alassio. Tra le piccole strutture in legno, una cucina. Di fronte tre barche, due con tavoli e tovaglie e una con tremagli e palamiti. Daniele, Gian Marco e Micol sono una famiglia di pescatori alassini che condivide da sempre l’amore per il mare, la pesca, i gusti semplici e genuini, cucinati come una volta. Il loro progetto è l’Ittiturismo L’Isola: un ristorante galleggiante, ma anche una bancarella del pesce, una barca turistica, un fish delivery e una filiera più che locale. Dal mare alla cucina al piatto sulla barca: più corta di così!

Ad Aspettando Slow Fish, Micol Basso interviene alla conferenza di apertura che verte sulla diffusione della vera essenza di Alassio: Non quella turistica e caotica, ma quella della sua storia, della costa, delle comunità dei pescatori, dei prodotti e i profumi dell’entroterra.

L’anima più preziosa di Alassio si cela dietro l’immagine turistica che è divenuta spesso l’unica chiave di lettura della città. Ma, come commenta Micol dell’Ittiturismo l’Isola: «Alassio ha tante personalità che si intersecano tra i produttori locali, l’entroterra della provincia di Savona e di Imperia, l’offerta del mare e le esperienze da vivere sulla costa». Alassio non è solo budello, biscotti alla nocciola e spiagge, ma è una storia fatta anche di ricette antiche: «Ricette tradizionali che abbiamo recuperato e rivisitato per far conoscere alle persone il nostro territorio e la sua ricchezza».

La conferenza – La seconda anima di Alassio – 13 maggio ore 10:00

A questa Alassio per tanti versi inedita dedichiamo la conferenza di apertura di Aspettando Slow Fish. Come far conoscere e proporre la seconda anima di Alassio? Come riuscire a costruire anche in una località spesso presa d’assedio dal turismo, una proposta autentica, capace di conciliare la costa e la sua storia, legata alle comunità dei pescatori, e l’entroterra, con i suoi prodotti agricoli e i profumi della macchia mediterranea? Alla conferenza, oltre a Micol Basso intervengono altri esponenti della comunità alassina per offrire un quadro completo del mondo produttivo, della ristorazione, e della politica locale.

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L’impegno per un turismo slow

Alassio ha tutte le carte in regola per proporre ai turisti un’esperienza diversa, non solo legata al consumo e allo shopping ma alla scoperta di ciò che questa città ha da offrire. Continua Micol: «Il settore del turismo sta cambiando: la gente ha voglia di conoscere e di vivere esperienze diverse. In tanti ci telefonano incuriositi dalla nostra attività. Venire da noi è un’esperienza in tutti i sensi. Siamo fortunati perché nel porto di Alassio abbiamo una piccola oasi di tranquillità e di pace. Abbiamo un comodo parcheggio, ma tanti turisti arrivano anche in bicicletta o a piedi facendo una passeggiata sul lungomare. Quando salgono sulla nostra barca ci piace raccontare il dietro le quinte del nostro lavoro. Tutti rimangono a bocca aperta, perché grazie a noi hanno l’opportunità di ammirare da vicino l’arte della pesca e scoprire specie marittime sconosciute».

La città di Alassio sta proponendo e promuovendo ai suo visitatori nuove attività: legate al benessere e al well being, al cicloturismo e al trekking… Una chiave di lettura inedita che include anche la gastronomia e la scoperta dei prodotti del territorio, nella quale si inserisce perfettamente l’ittiturismo di Micol, di suo padre Daniele e suo marito Gian Marco.

Una filiera a filo sul mare

Due anni fa, un vecchio pescatore prossimo alla pensione chiese alla banchina chi fosse interessato a comprare la sua barca. Mi racconta Micol: «Ai tempi noi avevamo già in mente di avviare questo progetto, quindi abbiamo deciso di acquistare la barca. All’inizio ci dedicavamo solo alla vendita di pesce direttamente dall’imbarcazione. Poi, nel giro di due anni, siamo cresciuti. Il nostro sogno era proporre un’esperienza fresca, autoctona, amicale e divertente. La realizzazione è stata lunga e dispendiosa, ma è riuscita a fare breccia nel cuore degli alassini e dei turisti».

D’inverno, in bassa stagione, le due imbarcazioni si trasformano in un banco del pesce: «Abbiamo una chat con la quale, ogni mattina, comunichiamo al nostro gruppo di clienti il pescato del giorno».

L’Isola è davvero una ventata di aria fresca nel settore turistico, ittico e ristorativo locale. Un’esperienza dal sapore autentico e sostenibile.

La cucina ittica come canale educativo

Il lavoro che Micol e famiglia portano avanti contribuisce a educare il pubblico locale e non a un consumo di pesce più consapevole e rispettoso dei ritmi marittimi e della pesca locale: «Tutti i nostri clienti rimangono estasiati dalla posizione del nostro locale. La cosa che spieghiamo a chiunque ci venga a trovare è che il nostro lavoro non è solo quello di fare ristorazione, ma anche quello di raccontare il motivo che sta alla base delle nostre scelte».

Ogni stagione ha i suoi pesci e quelli che si trovano in primavera non sono gli stessi dell’autunno. Ricciole, palamite, rombi chiodati non sono sempre disponbili: bisogna comprendere il perché, e abituarsi anche al consumo di specie meno convenzionali. Afferma Micol: «Tutto quello che peschiamo lo utilizziamo, non buttiamo via niente. Educhiamo i nostri commensali ad apprezzare il pesce di stagione e gli facciamo conoscere specie che spesso non si trovano nemmeno in pescheria».

Il turismo del mare

Ma ai clienti abituali dell’Ittiturismo l’Isola non bastava più prenotare un tavolo sulla barca, desideravano portare a casa propria un pezzetto ulteriore di quell’esperienza. «La richiesta è partita dalle persone che ci frequentano abitualmente. Per accontentarle abbiamo iniziato a produrre prodotti che fossero riconoscibili come “liguri”. Siamo partiti dal tonnetto alletterato sott’olio per poi passare a un prodotto sconosciuto e sottovalutato».

Un pesce maltrattato da tutti, compresi pescatori e pescivendoli: i lanzardo, uno sgombride abbondantemente presente nel Mar Ligure. Racconta Micol: «Mio padre e mio marito ne pescavano a quintali, così abbiamo pensato di sfruttare l’offerta del nostro mare e di accoglierla come un’opportunità. Dopo tanti tentativi, abbiamo optato per avviare la produzione del mosciame di lanzardo. Lo mettiamo sotto sale e, una volta che il filetto è essiccato, lo tagliamo a lamettine sottili e lo serviamo su una bruschetta, sul pane carasau o nell’insalata. Da una risorsa scartata è nato un prodotto spaziale che ha fatto innamorare tutti i palati».

Creando le loro conserve Micol, Daniele e Gian Marco fanno conoscere questi pesci sconosciuti ai più e creano un souvenir alternativo della città.

Il mare, un richiamo per le donne e le nuove generazioni

Tra i vari protagonisti di Slow Fish, Micol porta un punto di vista femminile: «In un momento di voglia di cambiamento di vita, questo è stato un progetto che da subito mi ha interessato. Ero già un’amante della natura e del mare, grazie a mio papà. Ho lasciato il mio lavoro per fare questo, sono partita da zero, senza neanche sapere come si pulisse il pesce. Benché quello della pesca sia un mondo ancora prevalentemente maschile, ci sono sbocchi importanti per le donne. Nelle ultime stagioni hanno lavorato con noi diverse ragazze. Hanno iniziato dalla cucina e dalla sala, per poi venire a pescare sulla nostra barca».

LA RICETTA DI GIAN MARCO, CUOCO DELL’ITTITURISMO L’ISOLA: LINGUINE CON LA BUZZONAGLIA (4 persone)

Pinoli qb

Olio Extra Vergine d’Oliva qb

Spicchio d’aglio 1

Filetti di acciuga sott’olio

Pomodorini qb

Capperi qb

Olive qb

Linguine 400g

Buzzonaglia (prodotta e venduta da Ittiturismo l’Isola Alassio)

Tosta in una padella i pinoli, poi aggiungi olio evo con uno spicchio d’aglio in camicia che verrà successivamente tolto. A questo punto fai sciogliere un paio di filetti di acciuga sott’olio, aggiungi pomodorini, capperi e olive. Quando la pasta è quasi cotta aggiungi la buzzonaglia e subito dopo le linguine. Solo in ultimo completa con il prezzemolo tritato.

Conclude Micol: «L’ittiturismo è anche didattica. Attraverso progettualità brevi portiamo la pesca, la sostenibilità e l’ittiturismo nelle scuole. A breve saremo presenti in un istituto professionale specialistico per diffondere il nostro messaggio ai ragazzi che non hanno finito la scuola dell’obbligo. Un messaggio che li possa ispirare e incoraggiare a scoprire questo settore e a entrare a farne parte».

di Cecilia Cacre, info.eventi@slowfood.it

Organizzato da Slow Food e Regione Liguria con il patrocinio della Città di Genova, Slow Fish 2023 è a Porto Antico, Genova, dall’1 al 4 giugno. Iscriviti alla newsletter di Slow Food per essere informato su tutte le novità. #SlowFish2023

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