Il futuro degli oceani

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Genova, Italy

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11:00

8 Giugno ore 11:00 nel tuo fuso orario

Gratuito

Sulla Terra cinque oceani interconnessi ricoprono il 70% del nostro pianeta. Ma, al contrario di un pensiero comune a molti, le risorse sommerse non sono infinite, ed è nostro compito amministrarle consapevolmente, pensando a quale sarà il futuro degli oceani, che è anche il nostro futuro. E pensando che, proprio in virtù di questa interconnessione, lo stato di salute di un oceano incide su quella di tutti gli altri.

Questa connettività richiede una visione degli oceani come beni comuni globali. E questa visione, che guarda al futuro degli oceani, è propria di molte comunità della pesca nel mondo.

Alcuni degli esempi più convincenti di pesca gestita come un bene comune dimostrano come la conoscenza raccolta da coloro che sono intimamente connessi a queste risorse permette una relazione reciprocamente vantaggiosa e sostenibile tra le risorse marine e gli esseri umani.

Se questi valori sono ampiamente condivisi dalle comunità di pescatori di tutto il mondo, non sono però l’ispirazione e l’elemento che guida le scelte della pesca industriale, ad esempio, o la governance degli oceani.

In occasione del World Ocean Day, quattro membri del nuovo advisory board di Slow Fish discuteranno tutte queste tendenze e le questioni chiave per invertirle.

Intervengono:

  • Didier Ranc, Francia, pescatore in pensione, coordina il Presidio della prud’homie del Mediterraneo ed è presidente dell’organizzazione di pescatori di piccola scala Union Intersyndacale
  • Antonio Garcia-Allut, Spagna, ha un dottorato in antropologia sociale, è professore associato presso l’Università di La Coruña, e detiene una cattedra Unesco in sviluppo costiero sostenibile presso l’Università di Vigo. Nel 2003 ha creato la Fondazione Lonxanet per la pesca sostenibile, una non profit per la difesa dei pescatori artigianali
  • Yassine Skandrine, Tunisia, insegnante-ricercatore presso l’Istituto superiore di pesca e acquacoltura di Bizerte. È stato coordinatore e consulente di diversi studi, progetti e organizzatore di seminari e workshop a livello nazionale, maghrebino, mediterraneo e africano nel campo della pesca artigianale.
  • Marco Dadamo, Italia, collabora con numerosi parchi naturali e istituti di ricerca realizzando interventi concreti finalizzati alla tutela e alla valorizzazione della biodiversità, in ambiente sia marino sia terrestre, sviluppando modelli di cogestione della fascia costiera. Insieme ai pescatori di Ugento e in collaborazione con le amministrazioni locali ha creato la prima Oasi Blu della Regione Puglia.
Modera: Paula Barbeito, coordinatrice della campagna Slow Fish

 
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