I cicli dell’acqua

Il ciclo dell’acqua descrive l’esistenza e il movimento dell’acqua sulla terra, nella terra, e al di sopra della terra. Mostra come l’acqua sia sempre in movimento e continuamente cambi stato in tutti i modi possibili. E racconta di come la sua storia duri da miliardi di anni, e come tutta la sua terra dipenda da esso.

La narrazione di Slow Fish 2021 parte da queste considerazioni, ma il ciclo dell’acqua si trasforma nei cicli dell’acqua, in modo da includere tutti gli elementi che in questi cicli svolgono un ruolo, e tutte le interconnessioni possibili.

I cicli dell’acqua – Il claim di Slow Fish 2021

Slow Fish ha sempre guardato al mare e agli oceani. Ma la vita del mare e degli oceani, e il loro stato di salute, condiziona fortemente la nostra stessa vita sul pianeta terra, e a sua volta ne è fortemente condizionata. Basti pensare all’influsso che mari e oceani esercitano sul clima, o al fatto che ogni nostro comportamento sul pianeta terra ha ricadute profonde sul loro stato di salute.

La biodiversità, e le nostre abitudini alimentari

Mari e oceani sono ricchissimi di biodiversità. Non stiamo parlando solo di pesci – le specie catalogate a oggi sono circa 200.000, ma calcolando che ne sappiamo ancora pochissimo potrebbero essere milioni –, ma anche di molluschi, cetacei, spugne, alghe e coralli, fino al fitoplancton e lo zooplancton, che formano ecosistemi complessi.

Il mare e il cambiamento climatico

Il clima sta cambiando – ed è innegabile – ma, se non fosse per mari e oceani che sequestrano circa un quarto della CO2 rilasciata nell’aria, gli effetti di questo cambiamento sarebbero ancora più evidenti. Oltre a fornirci cibo e risorse, gli oceani sono il nostro principale alleato contro il riscaldamento globale, ma sono anche i primi a pagarne il prezzo.

Un mare di plastica

Per descrivere l’ascesa della plastica bastano i numeri. Dagli anni Cinquanta a oggi, sono stati prodotti 8,3 miliardi di tonnellate di plastica, pari al peso di 158.670 Titanic. Di questi, 6,3 miliardi sono già diventati spazzatura. La produzione globale ha subìto un’accelerazione sempre più sostenuta, passando dai 2 milioni di tonnellate prodotti nel 1950 ai 400 milioni del 2015.