I pescatori coreani contro il rilascio dell’acqua di Fukushima

03 Giugno 2023

Il disastro di Fukushima può sembrare ormai un evento lontano, oltre 12 anni dopo che il terremoto del Tōhoku ha causato uno tsunami che ha distrutto in gran parte la centrale nucleare di Fukushima Daiichi in Giappone.

Ma la storia è tutt’altro che conclusa.

Per evitare che si verifichino ulteriori fusioni nucleari nei reattori danneggiati, negli anni successivi al terremoto di Fukushima sono state utilizzate più di un milione di tonnellate di acqua per mantenerli freddi. Questo processo contamina l’acqua, che è stata immagazzinata in serbatoi intorno al sito dell’impianto.

Ora che non c’è più spazio per immagazzinare le acque reflue, il governo giapponese ha in programma di rilasciarle nel Pacifico nei prossimi 30 anni: un processo sostenuto dall’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), poiché l’acqua è stata trattata per rimuovere la maggior parte, ma non tutti, gli elementi radioattivi che contiene.

Serbatoi di stoccaggio contenenti acqua radioattiva nel sito di Fukushima Daiichi, in Giappone. Ph.: Susanna Loof / IAEA

Cosa c’è nell’acqua radioattiva di Fukushima?

Le acque reflue contaminate contengono radionuclidi come il trizio, il cesio 134, il cesio 137 e lo stronzio 90. Il trizio è un isotopo dell’idrogeno contenente un protone, un elettrone e due neutroni. È difficile da separare chimicamente perché ha le stesse proprietà chimiche dell’acqua. Anche dopo il trattamento, il trizio rimane. Se le acque reflue vengono rilasciate nell’oceano, il trizio può accumularsi nelle forme di vita marine e di lì passare alle persone che consumano quei pesci.

Una questione di fiducia

La Tokyo Electric Power Company (TEPCO), proprietaria dell’impianto, e l’AIEA hanno cercato di rassicurare la popolazione sulla sicurezza dello scarico delle acque reflue radioattive. Ma visti i controversi precedenti della TEPCO – i risultati di un’inchiesta indipendente condotta poco dopo l’incidente hanno rilevato che i proprietari dell’impianto erano collusi con le autorità di regolamentazione e non avevano rispettato gli standard di sicurezza richiesti – la fiducia del pubblico in queste rassicurazioni non è alta. Ciò è particolarmente vero in Corea del Sud.

Cho Whan-sheok è il direttore di Hansalim, una delle più grandi iniziative di agricoltura comunitaria al mondo. Parla a nome degli oltre 860.000 membri dell’organizzazione quando dice a Slow Food che i consumatori coreani si oppongono con forza a questi piani. «Vogliamo che vengano condotti più test indipendenti su queste acque reflue, perché non ci fidiamo delle dichiarazioni della TEPCO». E non sono solo Slow Food Corea o Hansalim ad alzare la voce: «Ci sono centinaia di istituzioni, persino chiese, rappresentanti di cittadini e pescatori, che sostengono la nostra campagna per fermare il rilascio di acque reflue radioattive nell’Oceano Pacifico».

L’ecosistema e l’economia

Soo-hyun Kim della People’s Fair Trade Coop, un gruppo ancora più ampio di cooperative di consumatori che comprende Hansalim, mi parla delle potenziali conseguenze economiche. «La fiducia dei consumatori nel pesce locale è stata duramente colpita dal disastro di Fukushima. Mentre le importazioni dall’area intorno a Fukushima continuano a essere vietate in Corea del Sud, sappiamo tutti che gli oceani del mondo sono un’unica entità. In acqua non ci sono confini rigidi. Se c’è inquinamento nel mare al largo delle coste giapponesi, allora c’è inquinamento ovunque. E se il Giappone rilascia questi milioni di tonnellate di acqua radioattiva nell’Oceano Pacifico, io temo anche per l’industria della pesca in Corea. Nel nostro paese ci sono 100.000 pescatori. Se le nostre acque saranno contaminate, danneggeranno l’ecosistema, in primo luogo, ma anche l’economia».

L’importanza della cultura alimentare coreana

Come spiega Jang Hyun Yea di Slow Food Corea, le risorse ittiche sono estremamente importa nella cultura gastronomica coreana è difficile da sopravvalutare. «Il nostro consumo di pesce pro capite è superiore a quello del Giappone o della Cina. Il pesce è al centro di molti dei nostri piatti nazionali. Il kimchi, che i coreani mangiano a ogni pasto, è fatto con prodotti ittici fermentati come la salsa di pesce, generalmente a base di acciughe. Anche sgombri e sardine vengono consumati in grandi quantità: sono una parte essenziale della dieta tradizionale coreana. Ma si tratta anche di pesci piccoli, che sono più sensibili ai potenziali effetti dell’acqua radioattiva. E non si tratta solo di cibo. L’idea che il mare sia inquinato ha effetti sulla nostra mente, sulla nostra percezione del mare come luogo di pace e tranquillità”.

Pescatori coreani al lavoro: piccoli pesci come acciughe e sardine sono una parte importante della dieta nazionale. Sono utilizzati in una varietà di preparazioni, come il kimchi, che vengono consumate ogni giorno.

Preoccupazioni internazionali

Va notato che i timori rispetto ai piani di rilascio dell’acqua radioattiva non si limitano alla Corea del Sud, ma sono condivisi anche dalla Cina e da Taiwan. Anche in questo caso, nonostante le rassicurazioni dell’AIEA sulla sicurezza del processo. Il danno all’economia ittica potrebbe essere significativo, anche se il danno ecologico si rivelasse minimo, come rassicurato dall’AIEA.

Nel frattempo, l’appello di Slow Food Corea è di aspettare e indagare ulteriormente: mantenere l’acqua radioattiva contenuta nel terreno dove è attualmente stoccata, e condurre ulteriori test con un più ampio campo di analisti indipendenti prima di dare il via libera ai piani di rilascio. Perché? Perché, nel peggiore dei casi, potrebbe verificarsi un secondo disastro ecologico ed economico, a più di 10 anni dallo tsunami iniziale che ha aperto un capitolo buio che, purtroppo, non è ancora finito.

Slow Food Corea presenta il suo appello alla conferenza Ripuliamo il mare, generiamo bellezza, il 3 giugno 2023, presso Slow Fish, ricordando al pubblico che gli impatti ecologici in mare si ripercuotono inevitabilmente su tutti i mari.

di Jack Coulton, info.eventi@slowfood.it

Cover image Oliver Migliore, i delegati di Slow Food Korea at Slow Fish 2023.

Organizzato da Slow Food e Regione Liguria con il patrocinio della Città di Genova, Slow Fish 2023 è a Porto Antico, Genova, dall’1 al 4 giugno. Iscriviti alla newsletter di Slow Food per essere informato su tutte le novità. #SlowFish2023

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