I produttori del Mercato di Slow Fish
Pesci, conserve, sali, spezie e oli extravergini. E poi ancora erbe officinali e aromatiche, frutta e ortaggi. E il riso, perché no? Il Mercato di Slow Fish 2025 espone il meglio dei prodotti della pesca e dell’agricoltura costiera – o, nel caso del riso, di un’agricoltura che rappresenta un vero e proprio ecosistema acquatico –, e ti offre un’occasione unica per degustarli.
Da sempre, gli eventi di Slow Food sono anche un’occasione per fare la spesa e conoscere produttori straordinari provenienti dall’Italia e dal mondo, assaggiare e acquistare i loro prodotti e imparare a conoscerne le caratteristiche e la storia.
Le linee guida dei produttori del mercato
Come in tutti gli eventi Slow Food, e come avviene nei Mercati della Terra, i produttori sono selezionati secondo criteri rigorosi. I produttori del mercato sono ambasciatori di Slow Food e presentano prodotti coerenti con la filosofia del buono, pulito e giusto e con le campagne internazionali promosse dall’associazione.
Pesce e prodotti ittici
Nel caso del pesce e dei prodotti ittici non è consentita la vendita, come prodotto fresco o conservato, di pesce spada, anguilla e salmone. Per il tonno rosso, è necessario certificare che si tratta di tonno entro le quote. Sul merluzzo è necessario certificarne la provenienza da stock ittici non a rischio di estinzione* (Per valutare il livello di rischio degli stock per ogni tipo di specie, Slow Food si riserva una valutazione caso per caso, utilizzando come riferimento consultivo la rete di Slow Fish e le liste rosse della International Union for conservation of nature). Per tutte le specie utilizzate, è indispensabile che provengano da stock ittici non a rischio di estinzione* o da progetti sostenibili quali i Presìdi o altri progetti in cui i pescatori sono impegnati attivamente nella gestione della risorsa e del ripopolamento.
Sali
Possono essere esposti e venduti solo sali raccolti o estratti nel rispetto dell’ambiente e in condizioni di lavoro dignitose. Sono esclusi i sali ottenuti da fonti non rigenerabili. Hanno titolo preferenziale i sali collegati a progetti di Presidio, segnalati sull’Arca del Gusto o legati a pro- duttori delle Comunità Slow Food.
Olio extravergine di oliva
Gli oli esposti e venduti devono essere prodotti a partire da olivi coltivati in modo sostenibile per tutto ciò che riguarda la fertilizzazione, la difesa e le lavorazioni del suolo e in cui ammesso il diserbo chimico né alcun trattamento ormonale e con prodotti che contengano neonicotinoidi. Il frantoio deve essere situato nell’area di produzione. Qualora non indicato in etichetta, si chiede di specificarlo in fase di autodichiarazione. Hanno titolo preferenziale le aziende e gli espositori che:
- Producono olio a partire da cultivar autoctone dell’area di produzione.
- Possiedono certificazione biologica.
- Figurano nella Guida degli oli extravergini italiani di Slow Food Editore
- Appartengono al Presidio Slow Food dell’olio Extravergine italiano
Ortofrutta e conserve ortofrutticole
Per tutti i prodotti esposti, la coltivazione deve essere sostenibile per tutto ciò che riguarda la fertilizzazione, la difesa e le lavorazioni del suolo e in cui è ammesso il diserbo chimico né alcun trattamento ormonale e con prodotti che contengano neonicotinoidi. Hanno titolo preferenziale i produttori che ossiedono certificazione biologica e che valorizzano specie e varietà vegetali autoctone e tradizionalmente coltivate nella zona di produzione.
Ugualmente, nel caso delle conserve ortofrutticole, non possono essere vendute conserve di frutta e verdura che contengano ingredienti chimici di sintesi e/o di estrazione chimica. La percentuale minima di frutta o verdura delle conserve deve essere del 65%, e hanno titolo preferenziale le aziende e gli espositori che possiedono certificazione biologica.
Piante aromatiche, officinali e derivati
La coltivazione delle erbe aromatiche ed officinali deve essere sostenibile per tutto ciò che riguarda la fertilizzazione, la difesa e la lavorazione del suolo e in cui non è ammesso il diserbo chimico né alcun trattamento ormonale e con prodotti che contengano neonicotinoidi. Gli aromi “naturali” devono essere spezie, essenze e/o estratti di esse. In etichetta deve essere specificata la materia prima utilizzata (salvia, timo, cumino, semi di finocchio ec.) e non la dicitura generica “aromi naturali”.
Risi
Per i risi, valgono le indicazioni colturali esplicitate sopra in merito alla fertilizzazione, la difesa e la lavorazione del suolo. Inoltre, non possono essere esposti e venduti risi che hanno subito trattamenti sbiancanti con olio (riso camolino), con glucosio e con talco (riso brillato).
Un mercato coerente con la filosofia di Slow Food
Queste sono solo alcune delle linee guida che Slow Food ha elaborato affinché i produttori selezionati siano coerenti con la sua filosofia. Il documento di linee guida è in continua evoluzione, per renderle sempre più utili ai produttori e coerenti con i princìpi di Slow Food. Nelle prossime settimane sarà resa disponibile la versione aggiornata del documento.