Luoghi di confronto per eccellenza, le Conferenze di Slow Fish sono l’occasione per approfondire i grandi temi dell’acqua e delle fasce costiere e riflettere sulle proprie scelte di acquisto.

Nella Slow Fish Arena, gli approfondimenti vedono protagonisti biologi marini, studiosi, scrittori, climatologi e rappresentanti delle istituzioni, ma anche i pescatori e i mitilicoltori, la cui testimonianza spesso si fa denuncia di problematiche ambientali, economiche, sociali.

Per voi, le conferenze di Slow Fish 2023, minuto per minuto.

  • Il 1 giugno alle 15:00 la conferenza Dove la terra incontra l’acqua entra nel merito del tema di Slow Fish 2023: le interconnessioni tra mare e terra. Coast to Coast vuole essere infatti un invito ad ampliare lo sguardo, a non leggere mari e oceani come separati dal resto, ma come parte di un tutto che comprende anche la terraferma. «Ogni due respiri che facciamo, uno lo dobbiamo al mare» ci ricorda la scienziata, divulgatrice e attivista Mariasole Bianco, protagonista del dialogo insieme al biologo e “planctologo” Pierre Mollo e Jacopo Pasotti, giornalista e comunicatore scientifico. «Il mare è la nostra linfa vitale: produce il 50% dell’ossigeno che respiriamo, sequestra un terzo dell’anidride carbonica presente in atmosfera, regola il clima, è uno scrigno di biodiversità, nel quale vive l’80% delle specie viventi. Questi pochi dati sono sufficienti a chiarire quanto gli ecosistemi acquatici siano fondamentali per la nostra stessa esistenza» continua Bianco.
  • Il 2 giugno alle 11:30, con Acqua alle corde! Diario di un’emergenza trattiamo il tema, sempre più contemporaneo e impellente, della crisi idrica, un risvolto drammatico del cambiamento climatico. Estati caldissime, riserve di neve insufficienti, ghiacciai che si sciolgono, precipitazioni scarse, fiumi dimezzati, le coste flagellate dall’erosione e da eventi climatici estremi sempre più frequenti. E poi c’è l’acqua che non si vede, ancora più a rischio: quella dolce nelle falde sotterranee, quella che mangiamo, indossiamo, esportiamo attraverso i beni di consumo… Alla conferenza ne parliamo con il climatologo Luca Mercalli (in video collegamento), Anna Gavioli, biologa e referente tecnico del Parco Delta del Po, e Marirosa Iannelli, progettista ambientale e ricercatrice italiana. È specializzata in water management e comunicazione, ed è presidente di Water Grabbing Observatory.
  • Il 3 giugno alle 12:00, con Ripuliamo il mare, generiamo bellezza, torniamo su un tema non nuovo a Slow Fish, l’inquinamento e la plastica, e diamo voce a chi raccoglie i rifiuti dal mare, a chi studia il comportamento delle plastiche in acqua e sulle coste. Ma anche a chi recupera la posidonia e la valorizza dal punto di vista ecologico in maniera funzionale nell’ambito dell’ecosistema spiaggia. «La plastica è tornata alla ribalta con il Covid, con l’immissione nell’ambiente di un quantitativo immenso di supporti monouso: guanti, mascherine, bottiglie… Di fronte a queste e altre fonti di inquinamento è ancor più necessario affermare come la nostra vita sia totalmente dipendente dall’ambiente, e in particolare dal mare. Respirare, bere, mangiare: sono tutte attività che dipendono dall’acqua» sottolinea Franco Borgogno, divulgatore scientifico dell’European Research Institute Onlus, che insieme a Marco Capello, oceanografo dell’Università di Genova, illustra il progetto Splash & Co. Sul tema della la posidonia spiaggiata intervengono invece Paolo D’Ambrosio, direttore dell’Area Marina Protetta Porto Cesareo e Stefano Pisani, sindaco di Pollica, dove un potenziale problema – la posidonia spiaggiata che non piace ai bagnanti – è stato trasformato in un’opportunità per l’educazione dei cittadini e per le politiche sociali.
  • Infine, il 4 giugno alle 15:00 parliamo del ruolo delle città costiere nella conferenza Baciate dal mare. «Le città costiere sono fragili, perché densamente abitate e perché su di loro si concentrano gli effetti di tante, diverse, pressioni di natura antropica, tra cui gli interessi turistici, industriali, artigianali e commerciali che insistono sulle fasce costiere. E poi, naturalmente, c’è una questione idrogeomorfologica, poiché proprio sulle coste si riversano anche le problematiche che hanno origine nell’entroterra e che le vie dell’acqua, come i fiumi, trasportano fino alle foci. Ma le città costiere, proprio per via della loro particolare fragilità e delle caratteristiche che le contraddistinguono, possono essere straordinari laboratori di innovazione: luoghi dove sperimentare soluzioni, dove realizzare in prima battuta la transizione che le porti a diventare smart cities. Farlo richiede consapevolezza e volontà di mettersi in discussione» sottolinea Marco Dadamo, biologo e membro dell’Advisory Board di Slow Fish.

Gli appuntamenti sono gratuiti e aperti a tutti gli interessati. Per partecipare, è gradita la prenotazione online (basta cliccare sul bottone “Registrati” e lasciare la propria mail). Vi consigliamo di presentarvi 10 minuti prima dell’inizio dell’evento. L’organizzazione si riserva di riassegnare il posto in caso di assenza entro 5 minuti dall’inizio.

Organizzato da Slow Food e Regione Liguria con il patrocinio della Città di Genova, Slow Fish 2023 è a Porto Antico, Genova, dall’1 al 4 giugno. Iscriviti alla newsletter di Slow Food per essere informato su tutte le novità. #SlowFish2023

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