L’Enoteca di Slow Fish, 250 etichette da tutta Italia

02 Luglio 2021

Arrivando a Genova in treno con fermata a Brignole, pochi passi fuori dalla stazione si scorge l’Arco di trionfo di Piazza della Vittoria, uno dei fulcri del centro storico cittadino scelto per ospitare l’Enoteca di Slow Fish.

Il lungo stand con i banconi per gli assaggi è circondato da piccoli gazebi con tavolini e da diversi food truck con numerose proposte per tutti i palati appassionati di cibo di strada.

Da pochi minuti nell’Enoteca di Slow Fish si sono aperti i battenti e le casse sono entrate ufficialmente in funzione, restando aperte lfino alle ore più fresche della sera.

250 etichette selezionate dalla Banca del Vino

L’Enoteca con le sue 250 etichette proposte è un po’ l’emblema della Banca del Vino che con circa 50.000 bottiglie custodite nelle cantine storiche dell’Agenzia di Pollenzo esprime la grande ricchezza di territori, microclimi, vitigni autoctoni e tradizioni vitivinicole della nostra penisola.

Le cantine presenti nella wine list provengono da nord a sud dell’Italia e aderiscono al “Club Banca del Vino”, contribuendo in questo modo a sostenere la divulgazione della cultura del vino promossa da Banca e Slow Wine.

Bollicine, bianchi, rosa, rossi e da dessert: un viaggio tra le regioni d’Italia

Ph. Paolo Properzi

I vini sono tradizionalmente suddivisi in bollicine, bianchi, rosa, rossi e in vini da dessert.

Le bolle

Tra gli spumanti le regioni che trovano rappresentanza sono Lombardia, Piemonte, Trentino Alto Adige e Veneto. Si va dalla Franciacorta, non solo il nome di un vino ma anche di un territorio e un modello di produzione costantemente all’avanguardia, all’Alta Langa, passando per il Trento, eccellenze in termini di spumanti metodo classico italiano. Accanto a queste ci sono altre interessanti interpretazioni del metodo classico come quelli dell’Oltrepò o i vinificati da vitigni autoctoni, come il Brut San Giorgio di Cieck, da uve Erbaluce di Caluso.

Non manca il gruppo dei produttori del Prosecco e qualche fresca novità come il Rosè Spumante di Villa Giada, uno Charmat lungo di nebbiolo e barbera, due dei vitigni simbolo piemontesi.

I bianchi

I bianchi la fanno da padrone: vi aspettano per l’assaggio almeno 126 vini da 16 regioni differenti.

Troverete nomi più conosciuti: Verdicchio, Arneis, Gavi, Vernaccia, Grillo, Collio, autoctoni dal prestigio consolidato e tipologie di uve meno diffuse e più rare, ma di grande personalità e qualità come il Famoso di Cesena di Villa Venti, nel cuore della Romagna, o il Greco di Pietracupa, proveniente da una zona ad alta vocazione, sulle colline vicino ad Avellino.

I rossi

Anche se l’evento cade eccezionalmente nelle prime giornate di caldo estivo, non può mancare una sezione dedicata ai rossi. Presenza importante quella del Piemonte, seguito da Toscana e Veneto. Ci sono declinazioni più fresche e quotidiane del Nebbiolo, del Sangiovese e dell’Aglianico ma anche etichette di Verduno Pelaverga e Ruchè di Castagnole Monferrato, dal carattere diversamente speziato, piacevolissimi anche a temperature di servizio più basse.

I vini liguri e i vini dolci

Ph. Alessandro Vargiu

All’interno dello spazio vi è un’ampia scelta di vini liguri a cura dell’Enoteca Regionale della Liguria. Chiude la selezione dedicata ai vini dolci, dal Moscato d’Asti fino ai passiti da meditazione, il Vermouth di Torino.

Insomma le occasioni per assaggiare i vini del cuore o fare nuovi incontri non mancano e potrete farlo fino a domenica sera, abbinandoli alle specialità culinarie dei cinque food track presenti nella piazza.

di Ileeana Chiola

Cover image Paolo Properzi