Mare: bene comune

Se ci pensiamo, sono molti i doni del mare.

Il mare è fonte di cibo e di risorse naturali, ci regala bellezza, costituisce una via di trasporto e una fonte di energia, immagazzina CO2 e restituisce ossigeno, offre a molti opportunità di lavoro e benessere. Garantisce la sopravvivenza stessa del genere umano su questo pianeta, che si chiama pianeta terra, ma che potrebbe tranquillamente chiamarsi pianeta mare…

Gli ecosistemi marini e la società umana sono intimamente connessi. Anche quando non stiamo mangiando pesce, probabilmente stiamo beneficiando di uno dei doni del mare. Eppure, spesso, in cambio dei beni materiali e immateriali che il mare ci offre, non gli restituiamo nulla.

Le cronache degli ultimi decenni parlano troppo spesso di un atteggiamento irresponsabile nei confronti del mare. Le attività umane hanno determinato un acuirsi del cambiamento climatico; le acque marine sono inquinate da plastiche, microplastiche e numerosissime sostanze chimiche; abbiamo distrutto intere zone costiere e habitat naturali per la brama di produrre sempre di più, di possedere sempre di più; abbiamo pescato più di quanto potessimo permetterci, rendendo alcune specie di pesce gravemente minacciate, o estinte. Il conto potrebbe farsi sempre più salato.

Eppure, potremmo cambiare rotta. Anzi dobbiamo farlo. Perché il mare è un bene comune. Il mare non interessa solo gli oltre 3 miliardi di persone che dipendono direttamente dal mare per la propria sussistenza. Il mare è di tutti. Come tutte le risorse rinnovabili, il mare è un elemento complesso e delicato, che dipende dalla cura comune, proprio perché non può avere un padrone. Il mare ci appartiene. E dobbiamo capire, oggi più che mai, che una gestione attenta di questa risorsa globale ed essenziale è determinante per garantire a noi e alle prossime generazioni un futuro sostenibile.

Siamo chiamati a cambiare le nostre abitudini di consumo, a sviluppare tecniche di uso sostenibile, a favorire la creazione di aree protette, a gestire il ciclo dei rifiuti e a promuovere le pratiche di riciclo, a diminuire le nostre emissioni di gas serra.

Molti degli obiettivi vicini e lontani – per il 2020, il 2030, il 2050 – li ha sintetizzati l’Onu nel quattordicesimo dei suoi Sustainable Development Goals.

A Slow Fish, come stiamo facendo ormai da anni, parliamo di politiche di gestione e lavoriamo per sensibilizzare i consumatori, a partire dalle giovani generazioni, riuniamo una comunità eterogenea, formata da pescatori, scienziati, cuochi e aziende che mettono a frutto le proprie esperienze per mostrare come ognuno possa fare la propria parte per disegnare un futuro migliore.

Le azioni dei singoli non sono che piccole gocce, ma tante gocce insieme possono avere un effetto dirompente.

Fonti

Silvio Greco e Cinzia Scaffidi
Guarda che mare – Come salvare una risorsa
Slow Food Editore, 2007

Onu, 2015
Sustainable Development Goals – Goal 14: Life Below Water