A piedi nudi sulle rocce

31 Maggio 2023

Il primo contatto di Mariasole Bianco col mare risale a quando era bambina.

«Trascorrevo sempre tre mesi d’estate in Sardegna. Ricordo il senso di libertà, e di interazione con la bellezza della natura… Il camminare a piedi nudi sulle rocce».

A 15 anni risalgono le prime immersioni. Il senso di fascinazione, e di meraviglia, ma anhe la percezione che, nel mondo del mare qualcosa stesse cambiando. È da quelle esperienze che nasce l’amore per il mare di Mariasole Bianco.

Il mare diventa una professione, e una vocazione

Ed è a quel punto che l’amore si trasforma in una vocazione, una missione. Arriva naturale la decisione di dedicae al mare la sua vita di ricercatrice e attivista. Una vita che la porta a diventare scienziata, divulgatrice naturalistica e un punto di riferimento nazionale e internazionale per la conservazione dell’oceano.

A Slow Fish Mariasole Bianco interviene alla conferenza Dove la terra incontra l’acqua. Al centro poniamo il tema delle interconnessioni, ed è così che mi parla dell’interconnessione tra terra e mare o, meglio ancora, tra mari, oceani ed esseri umani. «Il mare è la nostra linfa vitale: produce il 50% dell’ossigeno che respiriamo, sequestra un terzo dell’anidride carbonica presente in atmosfera, è regolatore del clima, è uno scrigno di biodiversità, nel quale vive l’80% delle specie viventi, di cui solo una piccola parte è mappata, e conosciuta. Questi pochi dati sono sufficienti a chiarire quanto gli ecosistemi acquatici siano fondamentali per la nostra stessa esistenza». E quanto sia importante prendercene cura, preservarli, valorizzarli, comunicarli.

La conferenza – Dove la terra incontra l’acqua – 1° giugno, ore 15:00

Slow Fish Coast to Coast vuole essere un invito ad ampliare lo sguardo. A non leggere mari e oceani come separati dal resto, ma come parte di un tutto che comprende anche la terraferma. A considerare le connessioni a tutti i livelli: ad esempio tra le emissioni di CO2 prodotte sulla terra e l’acidificazione delle acque; tra la salute del plancton negli oceani e l’ossigeno che respiriamo; ma anche tra la protezione dell’ecosistema costiero e la sostenibilità delle attività produttive che lo rendono vivo e che ne rappresentano l’identità culturale, la pesca innanzitutto. Insieme a Mariasole Bianco intervengono Pierre Mollo, biologo, insegnante e ricercatore, specializzato nello studio del plancton marino; Jacopo Pasotti, giornalista e comunicatore scientifico.

Scopri di più, e registrati!

Prendiamo consapevolezza, scopriamo la meraviglia

Non tutti, non ancora, sono consapevoli di quanto la vita sul pianeta terra sia fortemente dipendente dal mare e dalle sue risorse. Eppure anche solo da pochi numeri, da pochi fatti elementari potrebbe essere chiaro a chiunque quanto siamo debitori alle distese d’acqua. La ricetta per acquisire consapevolezza, e prenderci cura di questo immenso pianeta mare, contiene un ingrediente di cui tutte e tutti dovremmo tornare a disporre e ad appropriarci: la meraviglia.

Commenta Mariasole Bianco: «Sono convinta che il primo passo per prenderci cura del mare sia proprio riconnetterci alla natura. Provare l’esperienza della meraviglia come l’ho provata io da bambina. È fondamentale che questo tipo di esperienza sia sviluppata nell’infanzia. Ad esempio visitando un’Area marina protetta è impossibile non sviluppare un senso di amore e di responsabilità. Solo se ci riconduciamo alla natura possiamo sviluppare un senso di responsabilità, attuare dei comportamenti che abbiano un basso impatto sull’ambiente che ci circonda».

Meroir

Le scelte che compiamo riguardano spesso il cibo che acquistiamo, che consumiamo. Commenta Mariasole Bianco: «Come indicazioni di buone pratiche, anche per il mare valgono i temi della stagionalità, di evitare gli sprechi: sono tutti comportamenti che evidenziano un senso di attaccamento alla natura. Però, quando ci approcciamo all’ambiente marino e alle risorse ittiche le scelte responsabili sono più difficili. I dubbi più numerosi. Per questo con Worldrise Onlus abbiamo iniziato a lavorare sul concetto di meroir. Il termine richiama il concetto di terroir, il territorio che produce un determinato vino».

È possibile farlo anche con le risorse ittiche? Sembrerebbe di sì! Conclude Mariasole Bianco: «Meroir è la parola che usiamo per spiegare l’ecosistema in cui nasce la risorsa. Un ecosistema nel quale anche gli esseri umani hanno molta importanza. I meroir che vorremmo sono quelli della piccola pesca artigianale. Perché una risorsa può essere definita appieno solo se ne si considerano le sue componenti ambientali, sociali, economico».

Proviamo a farlo, in questo Slow Fish.

di Silvia Ceriani, info.eventi@slowfood.it

L’appuntamento di Worldrise Onlus – Riconnettere le persone al mare – 1° giugno, ore 15:30

La missione di Worldrise Onlus consiste nel (ri)connettere le persone al mare. Worldrise crede infatti che colMARE la distanza tra persone e mare sia fondamentale per la salvaguardia del nostro Pianeta Blu. L’organizzazione lavora per un mondo in cui regni la consapevolezza che la nostra esistenza dipende dal mare e che il futuro del mare dipende da noi. Con molti progetti all’attivo, Worldrise è una Onlus ideata da giovani per i giovani, che sviluppa progetti di conservazione e valorizzazione dell’ambiente marino attraverso un percorso incentrato sulla sensibilizzazione, la creatività e l’educazione. A Slow Fish vengono illustrate, in particolare, le guide del pesce ligure di stagione e Meroir, il progetto per portare avanti un filo comune tra prodotto della pesca, cultura, tradizione e territorio

Scopri di più!

Organizzato da Slow Food e Regione Liguria con il patrocinio della Città di Genova, Slow Fish 2023 è a Porto Antico, Genova, dall’1 al 4 giugno. Iscriviti alla newsletter di Slow Food per essere informato su tutte le novità. #SlowFish2023

Skip to content