Le praterie sotto il mare: l’esperienza di Pollica

26 Maggio 2023

Ai bagnanti non piace ma, in realtà, la sua presenza è un importante presidio ambientale. Stiamo parlando della Posidonia oceanica, una pianta endemica del Mediterraneo che, proprio come le piante terrestri, ha radici, un fusto, e foglie nastriformi, lunghe e sottili.

Sul fondo del mare, la posidonia forma vere e proprie praterie, che costituiscono l’habitat ideale per la proliferazione di organismi animali e vegetali acquatici. La sua presenza è un ottimo indicatore di biodiversità e di pulizia delle acque.

Ma, per tornare ai bagnanti, il problema dov’è? Nel fatto che, proprio come molte piante terrestri, la Posidonia oceanica ha un suo ciclo di vita, terminato il quale perde le foglie. Queste si accumulano nella stessa prateria e poi, spinte dal moto ondoso, sono trasportate sulle spiagge, causando gli accumuli di posidonia che prendono il nome di banquettes. Sono questi a non piacere ai bagnanti molti dei quali, forse, sono inconsapevoli del servizio svolto dalle banquettes per la protezione dell’erosione costiera. Ne parliamo con Stefano Pisani, ospite dell’imminente Slow Fish e sindaco di Pollica dove, sulla posidonia spiaggiata è stato avviato un importante progetto di recupero, che vedrà presto la luce.

La Posidonia spiaggiata: da rifiuto a risorsa energetica

A Pollica, la scommessa sulla Posidonia oceanica risale a diverso tempo fa. Nel 2014 Pisani raccontava dell’esperienza di reimpianto della posidonia avviata nella sua città per preservare e utilizzare al meglio le risorse della natura. E per frenare il fenomeno dell’erosione costiera che, in un comune a forte vocazione turistica come Pollica, rappresentava un rischio effettivo.

La posidonia, dunque, era ed è vista come una soluzione a lungo termine, e completamente naturale, a un problema proprio di molti litorali italiani. Il sindaco e la sua città non si sono fermati qui, comunque, perché hanno cercato una soluzione anche al “problema” della posidonia spiaggiata. Mi racconta Pisani: «A breve inaugureremo un impianto molto innovativo, in cui la posidonia spiaggiata, opportunamente ripulita dei residui sabbiosi, e i rifiuti umidi saranno utilizzati per la produzione di energia».

Un impianto di piccola taglia, non impattante, che Pisani e il suo team hanno ben pensato di non collocare in un luogo poco visibile, ma su un sentiero naturalistico frequentato sia dai locali sia dai turisti. Anche questa, a ben vedere, è un’azione lungimirante, poiché, mi dice il sindaco: «Il nostro intento è quello di far conoscere a tutti le buone pratiche messe in atto dalla comunità locale. Di spiegare come quello che è comunemente visto come un rifiuto, sia invece una risorsa importante, che offre un sostegno ai nostri concittadini in tutte le sue fasi di vita».

La conferenza: Ripuliamo il mare, generiamo bellezza – 3 giugno ore 12:00

Questa conferenza dà voce a chi raccoglie i rifiuti dal mare, a chi studia il comportamento delle plastiche in acqua e sulle coste, a chi recupera la posidonia e la valorizza dal punto di vista ecologico in maniera funzionale nell’ambito dell’ecosistema spiaggia, a chi trova soluzioni alternative alle reti di plastica per l’allevamento dei mitili… Insieme a Stefano Pisani intervengono: Paolo D’Ambrosio, direttore dell’Area Marina Protetta Porto Cesareo; Franco Borgogno, divulgatore scientifico dell’European Research Institute Onlus; Marco Capello, oceanografo dell’Università di Genova.

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Sostenibile al 100%

C’è di più. Oltre ad avere progettato un impianto innovativo non impattante dal punto di vista estetico, tutto il meccanismo di recupero della posidonia parla di una sostenibilità reale, concreta, senza sprechi. Commenta Pisani: «Per depurare la posidonia delle sue frazioni sabbiose utilizziamo solo acque non potabili, usate per l’irrigazione o per il lavaggio delle barche. Inoltre, l’energia prodotta sarà destinata alla copertura del fabbisogno energetico di 500 famiglie, diventando di fatto un importante strumento per le politiche sociali. Anche questa è un’innovazione vera, che siamo fieri di raccontare».

Ecco allora che a Pollica il turista viene accolto non solo dal bel mare e dall’idea di godere della natura o del buon cibo. Qui c’è un qualcosa di più. Il cittadino temporaneo viene educato, e diventa esso stesso parte integrante di una comunità – che in estate passa dalle 2.400 alle 40.000 presenze – facendone proprie le scelte. Conclude Pisani: «In molti campi la nostra comunità svolge una funzione di pungolo nei confronti dei turisti. Quella del recupero della posidonia spiaggiata è solo una delle tante progettualità che abbiamo messo in atto. Ci riteniamo all’avanguardia per le nostre campagne sulla differenziazione dei rifiuti, sull’acqua e i trasporti pubblici, sull’edilizia sociale, contro i mozziconi di sigaretta o l’utilizzo delle plastiche monouso».

Una comunità piccola, ma in continuo fermento. Che vi invitiamo a venire a conoscere a Slow Fish, se non lo avete già fatto.

di Silvia Ceriani, info.eventi@slowfood.it

Organizzato da Slow Food e Regione Liguria con il patrocinio della Città di Genova, Slow Fish 2023 è a Porto Antico, Genova, dall’1 al 4 giugno. Iscriviti alla newsletter di Slow Food per essere informato su tutte le novità. #SlowFish2023

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