Slow Fish 2023: tutti gli appuntamenti di domenica 4 giugno

31 Maggio 2023

Domenica 4 giugno

ore 11:00 – Porto Antico, Piazza Caricamento, Stand Regione Puglia – Slow Food Puglia – Unioncamere Puglia, Piazza Caricamento – Genova (GE).

La Puglia a Slow Fish #4 – Dialoghi sul mare e degustazioni di prodotti della pesca artigianale Incontro – degustazione

Tra dialoghi, degustazioni e cene, la narrazione di Slow Food Puglia a Slow Fish 2023 ha come punto di partenza le buone pratiche delle comunità che hanno saputo adattarsi ai cambiamenti degli ecosistemi. Grande protagonista è, ovviamente, il mare di Puglia, i suoi frutti e la sua fauna. Non mancano i Presìdi Slow Food e le altre tipicità enogastronomiche dei territori, dal Gargano al Salento passando per l’Alta Murgia alla Murgia tarantina.

Il dialogo – Taranto: la città dei due mari e il progetto Slow Med – ore 12:00

Capitale della Magna Grecia, Taranto vanta una storia e una ricchezza plurimillenaria che è facile apprezzare in ogni angolo del suo ricco e a volte intricato sistema di strade. In questa città nasce e si sviluppa Ecosistema Taranto, una strategia di transizione economica, ecologica ed energetica, un nuovo modello di governance sostenibile dello sviluppo del territorio. Taranto sarà la prima città del Sud Italia a ospitare un importante evento di Slow food Italia: Slow Med, un nuovo contenitore di promozione e riflessione che punta i riflettori sul Mediterraneo e sul Sud del Mare Nostrum. Dialogano sul tema con Slow Food Puglia Marco Dadamo, direttore della Riserva Naturale Regionale “Palude la Vela” e rappresentanti dell’amministrazione del comune di Taranto.

Il pranzo e la degustazione 

Protagonista delle degustazioni è il Presidio della cozza nera di Taranto. Le pratiche di allevamento attuali si fondano su conoscenze secolari dei mitilicoltori locali, tramandate nel tempo di padre in figlio, che usano ancora oggi strutture in tutto simili a quelle impiegate nei secoli passati, anche se gli impianti tradizionali su pali sono stati progressivamente sostituiti dai più moderni impianti flottanti detti “long line”. 

  • ore 13:30-15:30: frittatina di cozze, tubettini con le cozze, polpo alla pignata con fave di Carpino, colombino di Manduria
  •  ore 17:00-18:30: la cucina del recupero! 

Queste attività sono a pagamento. 

Per conoscere costi e prenotare: Luigia Ciuffreda, info@slowfoodpuglia.it 347 593108. Tutte le

attività sono realizzate da Slow Food Puglia con il supporto di Regione Puglia e UnionCamere Puglia.

ore 12:30 – Spazio incontri Slow Fish, Area Mandraccio

Il Geoportale della cultura alimentare italiana – Approfondimento

Il Geoportale della cultura alimentare italiana è un sistema che raccoglie e raccorda le informazioni sulle tradizioni alimentari delle diverse regioni italiane. Dopo una breve introduzione su storia e contenuti del Geoportale della cultura alimentare, discutiamo delle opportunità offerte per favorire lo sviluppo sostenibile del turismo enogastronomico e le politiche per la valorizzazione delle produzioni agricole locali. Il regista etnomusicologo e documentarista Francesco De Melis spiega l’importanza della narrativa per immagini, attraverso una raccolta di materiali visivi che ci aiuteranno a capire meglio la complessità della storia e cultura culinaria italiana. Il progetto è partito con Expo 2015 in collaborazione scientifica con l’Università di Scienze Gastronomiche. 

Intervengono: 

  • Leandro Ventura, direttore istituto Geoportale della cultura alimentare
  • Angelo Boscarino, responsabile BIA 
  • Francesco De Melis, regista etnomusicologo e documentarista, Università degli Studi La Sapienza

ore 14:00 – Porto Antico, Spazio Incontri Slow Fish, Area Mandraccio

Mercati romani e pesca sostenibile – Approfondimento 

Siamo abituati a vedere il mercato come luogo in cui acquistare prodotti di qualità e dove, nel nostro piccolo, poter contribuire allo sviluppo dell’economia locale. Ma siamo sicuri che tra i banchi del pesce siano assenti specie ittiche a rischio e che i mercati possano rappresentare un’idea di pesca sostenibile? Durante l’incontro ascoltiamo la testimonianza del presidente dell’associazione CiboFuturo e dell’associazione per la tutela della biodiversità̀e pesca sostenibile del Mar Mediterraneo, MedReAct che presenterà, per la prima volta, la propria guida sulle specie ittiche a rischio. Assistiamo inoltre a un nuovo accordo di collaborazione, utile a tutelare il mare, la pesca e la biodiversità e a gettare le basi per lo sviluppo di un mercato più giusto e consapevole. 

Intervengono

  • Sabrina Alfonsi, assessora all’Agricoltura ambiente e ciclo dei rifiuti, Comune di Roma
  • Valentina Prodon, assessora, X Municipio, Transizione ecologica, ambiente, sport e personale, Comune di Roma 
  • Antonio Caliendo, assessore X Municipio, Attività produttive e turismo, Comune di Roma 
  • Angelo Fanton, presidente CiboFuturo 
  • Domitilla Senni, presidente MedReAct – Mediterranian Recovery Action ed ex presidente Greenpeace Italia 

Modera: Serena Milano, direttrice Slow Food Italia.

ore 15:00 – Porto Antico, Slow Fish Arena, Piazza Falcone e Borsellino Baciate dal mare

La rigenerazione delle città costiere – Conferenza

Baciate dal mare. A Slow Fish le città del Mediterraneo si incontrano per scambiarsi conoscenze, condividere politiche e soluzioni. E Genova è il contesto perfetto per celebrare questo incontro. L’identità delle città del Mediterraneo è profondamente plasmata dal mare. Dall’architettura alla cultura fino alla gastronomia, non c’è ambito che non racconti il respiro del mare. Tuttavia, non è solo di apertura, cultura, gastronomia e bellezza che è fatto questo rapporto. Una parola che viene spesso in mente, pensando alle città e alla loro relazione con il mare è, al contrario, fragilità. La costa mediterranea registra la presenza di molte attività antropiche, che rappresentano un importante fattore di degrado dell’ecosistema marino. I problemi che le città del Mediterraneo hanno dovuto o debbono tuttora affrontare sono di natura variegata. Tra gli impatti più pesanti, si registrano fattori di inquinamento. Né va dimenticato che l’urbanizzazione del litorale costituisce uno dei principali problemi della regione mediterranea, spesso comporta una perdita di biodiversità̀ attribuibile alla distruzione e all’alterazione fisica degli habitat. I problemi legati alla cementificazione del litorale sono diffusi in tutto il Mediterraneo e, generalmente, sono causati da uno sviluppo sfrenato, in particolare delle infrastrutture turistiche. Le città che cambiano: l’esempio di Taranto e i nuovi ecosistemi per la resilienza urbana. Come possiamo rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili? Come possiamo guardare alle città di mare come produttrici di scambi, cultura e, non meno importante, bella gastronomia? 

Intervengono:

  • Rinaldo Melucci, sindaco della Città di Taranto 
  • Leandro Ventura, direttore dell’Istituto Centrale per il Patrimonio culturale Immateriale 
  • Giovanna Cepparello, assessora all’ambiente della Città di Livorno 
  • Valentina Gucciardo, responsabile Orti in condotta e referente delle politiche per il cibo della Città di Livorno 
  • Marco Bucci, sindaco della Città di Genova

ore 16:00 – Porto Antico, Spazio Incontri Slow Fish, Area Mandraccio

Slow Food Travel, destinazione mare: Torre Guaceto – Approfondimento

Dall’arabo “al gawsit” ovvero “il luogo dell’acqua dolce”, Torre Guaceto è un’area che è sempre stata caratterizzata dalla fertilità del suolo grazie alla presenza di acqua surgiva e conseguentemente dall’importante presenza e diversità di flora e fauna. Oggi, la medesima area marina protetta attrae sempre più viaggiatori interessati alla natura e al mare. Rappresentativi sono i tre Presìdi Slow Food del territorio: il pomodoro fiaschetto di Torre Guaceto, l’extravergine da olivi secolari e la piccola pesca. In questo contesto, la comunità degli operatori di Slow Food Travel contribuisce a preservare questo ecosistema caratterizzato da piccola produzione agricola, pesca artigianale e una ricettività turistica a misura d’uomo. 

Interviene: Giuseppe Flore, team leader della destinazione 

Modera: Giacomo Miola, vicepresidente di Slow Food Italia.

ore 17:00 – Porto Antico, Slow Fish Arena, Piazza Falcone e Borsellino

Chiare, fresche, dolci acque: i pescatori di lago e le antiche tecniche di pesca – forum

Ogni lago ha una storia propria, ed è molto diversa la tipologia delle problematiche sociali, giuridiche e ambientali. Ci sono laghi in cui la pesca professionale non esiste, altri in cui la competizione tra pescatori professionisti e dilettanti è molto forte. In molti bacini lacustri le specie aliene, come il pesce siluro o il gambero americano, costituiscono un problema e d’altra parte si registra una preoccupante rarefazione delle specie autoctone: o perché occupano la stessa nicchia ecologica dei nuovi arrivati o perché sono mutate le condizioni ambientali dei laghi stessi. In molti laghi può presentarsi il problema dell’eutrofizzazione, dovuta all’inquinamento di origini antropiche. Dall’altra parte, anche acque troppo pulite possono rivelarsi un problema, perché in acque “sterili” i pesci non trovano di che cibarsi. Tra sfide e criticità, ecco i protagonisti di questo incontro “La parola ai pescatori”.

  • Aurelio Cocchini per la Cooperativa dei pescatori del Trasimeno: nata nel 1928, all’inizio degli anni Duemila e fino al 2013 attraversa una crisi profonda. Oggi ha imboccato una strada nuova, e i suoi 25 soci – a questi si uniscono anche circa 40 dipendenti –, oltre a dedicarsi alla pesca con strumenti tradizionali quali le reti da posta e le nasse gestiscono un ristorante, un laboratorio di trasformazione, la pescheria
  • Pietro Volta e Giorgio Brovelli, per la Comunità Slow Food per il pesce delle Alpi e Prealpi Occidentali, che si occupa di unire i territori del nordovest intorno alla filiera del pesce d’acqua dolce, sostenendo la tutela degli ecosistemi lacustri e dei bacini idrografici connessi, promuovendo la divulgazione di conoscenza sugli ecosistemi e sul corretto impiego delle risorse da loro fornite, facilitando le relazioni tra pescatori, ristoratori e consumatori, valorizzando il prodotto della pesca, in particolare delle specie meno pregiate
  • Andrea Soardi, per il Presidio Slow Food della sardina essiccata tradizionale del lago d’Iseo, che valorizza tecniche tradizionali di pesca e un metodo di conservazione che è stato messo a punto nel tempo dai pescatori del lago d’Iseo per conservare a lungo le sardine che, in alcuni periodi dell’anno, erano pescate in grandi quantità 
  • Marco Caffarelli, agronomo del Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria 

Modera: Cristina Pasquali, Condotta Slow Food Lago Maggiore e Verbano

ore 19:00 – Porto Antico, Slow Fish Arena, Piazza Falcone e Borsellino

Campania e Liguria: i vini dei Campi Flegrei incontrano l’olio della duchessa – Aperitivo

I Campi Flegrei rappresentano un sistema delicato e complicato, ma bellissimo, che è quello che vi raccontiamo nell’ultimo “Aperitivo quotidiano” di Slow Fish. I Campi Flegrei sono una vasta area situata nel Golfo di Pozzuoli, a ovest di Napoli e del suo golfo. L’area è nota sin dall’antichità per la sua attività vulcanica: si tratta di uno dei 10-12 supervulcani (o caldere) in stato di quiescenza presenti sulla superficie terrestre: un’area di grande interesse naturalistico e geologico. D’altra parte, il suo essere in una zona densamente popolata, e attrattiva per il turismo, ha fatto sì che l’agricoltura divenisse un qualcosa di eroico, dovendo letteralmente conquistare i propri spazi alle strade, gli edifici, i cantieri, il cemento…

I vini sono quelli di Sibilla e Astroni.

  • Viticoltori da cinque generazioni, custodi di vigne antiche, tra rovine in opus reticulatum e famelici mostri di cemento, i Di Meo continuano il loro virtuoso percorso. Da un lato il Golfo di Pozzuoli, dall’altro quello di Napoli, con in mezzo anche il lago Fusaro, quasi come se l’azienda galleggiasse sulle acque tutt’intorno. Le viti sono piantate su suoli sabbiosi, ricoperti di ceneri e pomici formatesi in seguito a un incessante succedersi di eruzioni. Piedirosso e falanghina sono le varietà principali, ma non mancano altre varietà autoctone come marsigliese, olivella e pisciarella
  • Gerardo Vernazzaro continua il suo percorso virtuoso testando le potenzialità dei vitigni flegrei. Si punta alla qualità incentrando la comunicazione più sul territorio che sulle varietà di uva, e investendo sulla vinificazione dei cru aziendali. D’altronde qui il suolo e la vicinanza al mare marcano i tratti dei vini in maniera incontrovertibile. Le vigne di falanghina da cui si ricava il Colle Imperatrice circondano il createre degli Astroni, affacciandosi sull’oasi del Wwf. Poco distanti, sorgono le altre vigne, sempre piantate a falanghina, mentre la collina dei Camaldoli ospita il piedirosso
  • Per l’olio torniamo in Liguria, a Voltri, nel Parco storico Villa Duchessa di Galliera. Siamo a Voltri, immersi nella natura: 32 ettari di parco e 18 chilometri di viali, e un uliveto. La sua presenza è attestata fin dal 1600, poi venne l’abbandono. Ma ora l’uliveto della duchessa è tornato produttivo: grazie a un’idea brillante di due giovani stagisti, concimazioni, potature e cure, che hanno sfidato – e bene – anche una pandemia durata due anni. Assaggiare quell’olio è la chiusura perfetta di Slow Fish 2013. Oltre ai vini dei produttori che hanno aderito alla Slow Wine Coalition e agli oli della Guida agli Extravergini 2023, la degustazione sarà impreziosita dai pani selezionati dalla rete Slow Grains

 

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