158.670 Titanic di plastica: il problema ambientale del nostro tempo

Nella chiacchierata con il Prof. Silvano Focardi, esponente del Comitato scientifico di Slow Fish, si parte da un punto fermo e solo apparentemente ovvio: «Un mare pulito e non inquinato garantisce la nostra sicurezza alimentare, e, conseguentemente la nostra salute», spiega.

CONTAMINANTI NEL “NOSTRO” PESCE, CONTAMINANTI NEI NOSTRI PIATTI

La balena di Bruges, realizzata al 100% di plastica, ossia 5 tonnellate di rifiuti in materiale plastico raccolti tra Pacifico e Atlantico da Studiocka, in collaborazione con Hawaii Wildlife Fund, in occasione della Triennale 2018 dedicata al tema “Liquid City”. La maggior parte dei pezzi che vanno a comporre la struttura della “balena di Bruges” mantiene ancora la forma originaria degli oggetti di uso comune che a fine vita hanno invaso i mari: coperchi di bidoni, cassette, taniche, contenitori di ogni genere e persino tavolette per wc. Foto Reuters-La Repubblica.

«Gli inquinanti, infatti, finiscono all’interno della fauna e della flora marina, è inevitabile. Alcuni di loro poi si accumulano negli organismi con il tempo. Ecco una delle ragioni per cui dovremmo scegliere in primis pesci a ciclo vitale breve, che non hanno il tempo di accumulare contaminanti come ad esempio il mercurio, presente nei grandi esemplari di tonno e pesce spada».

A monte, come sempre, la responsabilità sta a noi: la soluzione è cercare il più possibile di evitare forme di inquinamento che peggiorino queste situazioni, senza dimenticare che alla fine qualsiasi sostanza disperdiamo nell’ambiente finisce in mare prima o poi. «Quarant’anni fa si parlava di DDT, oggi sono molte le molecole in discussione, ma la questione è sempre solo una: aumentare i controlli delle sostanze che, volenti o nolenti, finiscono nella nostra terra e nelle nostre acque. Inquinare significa quindi mettere a repentaglio la nostra salute».

TITANIC DI PLASTICA

La balena di Mr. Fijodor a Torino, realizzata nell’ambito del progetto 17 street artists per 17 global goals, promosso da Lavazza.

Parlando di contaminanti, non possiamo non soffermarci sul grande problema di questi anni: la plastica. Stando ai dati riportati nella pubblicazione Production, use and fate of all plastics ever made, dagli anni Cinquanta sono stati prodotti 8,3 miliardi di tonnellate di plastica, pari a 158.670 Titanic di plastica. Di queste, inoltre, 6,3 miliardi, pari a 120.436 Titanic, è diventata spazzatura. Insomma, la produzione in questi anni è passata da due milioni di tonnellate annue a oltre 400 milioni di tonnellate nel 2015.

E, sempre usando il transatlantico come unità di riferimento, nel solo 2010 otto milioni di tonnellate, cioè 153 Titanic, hanno raggiunto gli oceani. Con questo ritmo nel 2050 la quantità di plastica supererà quella dei pesci. «L’inquinamento causato dalle microplastiche è un fenomeno che non nasce oggi, anche se finalmente sembra ci sia una maggiore attenzione e consapevolezza di questa problematica, con un generale consenso a ridurre la quantità di plastica in molti ambiti».

Il mare costituisce, in questo senso, una problematica particolare, perché è qui che «c’è il passaggio da macro- a micro- e a nano-plastiche, in forme sempre più piccole che poi ritroviamo all’interno degli organismi che lo abitano. Non ci sconvolgiamo solo per le buste di plastica che uccidono le tartarughe, ma anche per i piccoli frammenti di plastica che gli organismi marini scambiano per plancton. È tempo di agire alla sorgente del problema».

SLOW FISH 2019 DAL PROBLEMA ALLE BUONE PRATICHE

Slow Fish 2019 è il palcoscenico ideale per discutere di queste problematiche, con un’attenzione particolare alle (molte) buone pratiche che tutti noi possiamo attuare e agli esempi che ci danno associazioni e aziende virtuose della nostra penisola.

Ecco alcuni appuntamenti da segnare in agenda:

di Alessia Pautasso
a.pautasso@slowfood.it

Un’installazione di bottiglie di plastica riciclata sulla spiaggia Botafogo, a Rio de Janeiro, realizzata in occasione della conferenza delle Nazioni Unite Rio +20. Ph. reddit.com

 

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