In un paese circondato da 7500 km di coste naturali, la pesca non può non rappresentare un pezzo fondamentale di storia, economia, identità. Ma la pesca è anche un mestiere sempre più difficile, alle prese con la crisi climatica, il pescato che diminuisce, la burocrazia, i costi che aumentano e la concorrenza delle flotte provenienti da altre aree del Mediterraneo.
La passione, l’idea di libertà e un legame viscerale con il mare sono gli elementi più potenti che tengono in vita le ultime comunità di pescatori, ma è fondamentale sostenere i giovani e reinventare questa professione in modo che diventi una prospettiva concreta per il loro futuro. Nel mondo della pesca le nuove generazioni potrebbero portare idee nuove, innovazioni tecnologiche, una maggiore attenzione all’ambiente, rendendo questo settore più sostenibile e più competitivo.
Ascoltiamo il racconto e le proposte di giovani pescatori provenienti da tutta Italia. Segue degustazione.
Intervengono:
- Antonella Donato, pescatora di Ganzirri, piccolo borgo marinaro alla periferia di Messina, Presidio Slow Food della pesca tradizionale dello Stretto di Messina, Sicilia
- Barbara Orlando e Giovanni Colelli, Presidio Slow Food piccola pesca Porto Cesareo, Puglia
- Un giovane pescatore di Chioggia (da confermare)
- Claudio Longo, Presidente de La Bussola del Salento Società Cooperativa Pescatori di Lecce, Puglia
- Anna Manca, Consigliere di Fondazione Banca d’Alba, Presidente Confcooperative Liguria
Modera: Barbara Nappini, Presidente Slow Food Italia
Questo appuntamento è a fruizione gratuita previa prenotazione online. Le prenotazioni online saranno possibili fino al 7 maggio incluso. Nei giorni dell’evento, ti consigliamo di presentarti in Arena Slow Fish 10 minuti prima dell’appuntamento per verificare eventuali posti liberi.