La cucina italiana è ricca di ricette a base di pesci, ricci o altri ingredienti fuggiti… In genere esse fanno riferimento a una condizione di povertà, ma anche a una grandissima fantasia, che consentiva di ottenere un sapore marino anche in piatti in cui… il pesce non c’era.
Il riccio fuggito, allora, altro non è che il pesce che non ci si poteva permettere, a causa di una povertà che costringeva persino a immaginarselo per soddisfare anche il gusto oltre la fame. Il mare – si sa – porta in sé profumi caratteristici, grazie anche all’aria iodata e salmastra che stimola la vista e l’olfatto prima ancora del gusto, aiutando lo stomaco ad aprirsi per accogliere quei sapori così intensi. Non potendosi permettere il pesce, quindi, per immaginarseli bastava aggiungere al sugo qualche pietra, magari ricoperta di alga, perché rilasciasse quei profumi, quella sensazione salmastra e quel lontano sapore di mare che faceva pensare a un prelibato piatto.
La partecipazione a questo appuntamento è gratuita. Basta presentarsi in Area Degustazioni Masaf per avere la possibilità di assaggiare, fino a esaurimento delle porzioni!