Lo stretto di Messina è uno degli hot-spot di biodiversità più importanti del Mediterraneo, area di transito di moltissime specie acquatiche e avicole, grazie alla sua posizione che segna il punto di incontro fra Ionio e Tirreno, ma anche al suo ruolo culturale antichissimo, frutto di migrazioni di popoli e di scambi.
Di fronte a questo splendido tratto di costa la pesca ha sempre svolto un ruolo di primaria e tuttora, in queste acque, 11 società di pescatori si dedicano alla pesca costiera, usando tecniche tradizionali e reti selettive (lenze, nasse, tremagli, palangari). Le specie pescate sono seppie, gamberi di nassa, cicirelli, pesci pettine, pesci sciabola e poi il pesce spada, catturato con un metodo arcaico, che prevede l’uso dell’arpione e delle feluche, piccole imbarcazioni munite di una passerella lunghissima (35-40 metri) e di un albero molto alto (un’antenna di 22 metri), dal quale un segnalatore avvista il pesce e indica la posizione al lanciatore. Grazie al Comune di Messina, è nato il Presidio della pesca tradizionale dello Stretto di Messina, che opera per la salvaguardia di questo ecosistema unico e delle tecniche di pesca tradizionali.
In questo Laboratorio, incontriamo alcuni dei protagonisti e assaggiamo il pesce dello stretto.
Intervengono:
- Antonella Donato, pescatora di Ganzirri, piccolo borgo marinaro alla periferia di Messina, Presidio Slow Food della pesca tradizionale dello Stretto di Messina – Sicilia
- Nino Mostaccio, Presidente Slow Food Messina
Questo appuntamento è a fruizione gratuita previa prenotazione online. Le prenotazioni online saranno possibili fino al 7 maggio incluso. Nei giorni dell’evento, verifica presso la reception eventi eventuali disponibilità. Per regolare gli accessi daremo la priorità ai prenotati.