Le Valli di Comacchio e la cultura dell’anguilla

05 Maggio 2025

Avete mai provato ad approfondire un po’ il ciclo vitale dell’anguilla? La prima volta che ci sono incappata io è stato leggendo un libro di Rachel Carson – ecologa e biologa marina – intitolato Storie dalla profondità del mare. Non è un trattato scientifico, è una narrazione che spesso indulge in descrizioni poetiche o avventurose. 

E l’anguilla c’entra sia con la poesia sia con l’avventura. Ne parlo a lungo in un’intervista telefonica con Oliviero Mordenti, docente di Acquacoltura presso il Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università di Bologna. Proprio presso l’Università di Bologna – unitamente ad altre università in tutta Europa gli studi sull’anguilla hanno avuto un incredibile impulso, ed è stata sviluppata una App per il monitoraggio delle popolazioni di anguille che è attualmente utilizzata in tutta Europa. 

Una popolazione a rischio

Le popolazioni di anguilla in Europa hanno subito un drastico calo negli ultimi 30 anni. Addirittura si parla di una diminuzione del 90%, talmente elevata da far inserire le anguille tra le specie a rischio. 

Le ragioni di questo calo sono molteplici: dal cambiamento climatico al vasto commercio illegale di cieche che da Francia e Spagna, in particolare, vanno ad alimentare il mercato asiatico, dove l’anguilla europea (Anguilla anguilla) è ritenuta una vera prelibatezza. Non stiamo parlando di numeri irrisori. Mi dice Mordenti: «Si stima che una percentuale compresa fra il 50 e il 60% finisca sui mercati asiatici, in particolare il mercato giapponese, dove vengono vendute a peso d’oro. Il prezzo di un chilo di cieche, sul mercato legale può oscillare tra i 500 e i 700 euro al chilo. In Asia si arriva fino a 10.000, 12.000 euro…». Come se non bastasse, poi, l’anguilla ha anche altri estimatori: il granchio blu e il pesce siluro sono entrambi ghiotti di questa “specialità”. 

Oltre a questo, c’è il cambiamento climatico, e ci sono le variazioni delle correnti oceaniche, che possono compromettere il successo di un viaggio che ha un che di sorprendente, che è davvero un unicum. «Tutte le volte che parlo ai miei studenti del ciclo vitale dell’anguilla rimangono incantati, e le domande si sprecano. Non meno incantati siamo noi studiosi, perché molte scoperte importanti sono avvenute negli ultimi anni. Tra tutte, le anguille dell’Adriatico sono quelle che affrontano il viaggio più lungo: 9000 chilometri senza mangiare, fino al Mar dei Sargassi, dove si accoppiano e depongono le uova, a 1000 metri di profondità. È chiaro, dunque, che variazioni climatiche e delle correnti oceaniche possono avere conseguenze devastanti su un ciclo vitale così lungo, delicato e complesso». Ecco perché studiarle è così difficile!

Conferenza “Le Valli di Comacchio e la cultura dell’anguilla – Arena Slow Fish Masaf, 10 maggio alle 15:00

Oliviero Mordenti partecipa insieme ad Alessandro Menegatti, Manifattura dei Marinati di Comacchio e Filippo Baldassari, Parco Delta del Po, versante emiliano-romagnolo a una delle conferenze di Slow Fish. 

Le pesca nell’area protetta del parco regionale Delta del Po emiliano romagnolo usa i lavorieri tradizionali, che consentono di gestire in modo sostenibile la pesca dell’anguilla selvatica, garantendone la migrazione verso il Mar dei Sargassi per la riproduzione e la conservazione della specie. A Slow Fish raccontiamo come si svolge la pesca e la lavorazione dell’anguilla marinata tradizionale delle Valli di Comacchio (Presidio Slow Food) e di altri pesci, come acquadelle, acciughe e cefali. Nel farlo, parliamo di vecchie e nuove sfide: preservare il futuro dell’anguilla, a rischio in tutto il mondo, scommettendo su un processo di lavorazione artigianale e che viene da un lontano passato. Registrati e partecipa!

Segnali di ripresa?

In un panorama desolante, in cui tutto parrebbe perduto, ci sono però anche segnali di ripresa. Ad esempio, in Emilia-Romagna, dopo oltre 12 anni di monitoraggi, si è registrato un aumento significativo della presenza di cieche nei fiumi. E questo risultato lascia intuire che le restrizioni europee inizino a dare i primi effetti, e che studi, monitoraggi, azioni di sensibilizzazione stiano iniziando a dare i loro frutti.

Mi dice Mordenti: «Dal 28 al 30 maggio si svolgerà un convegno mondiale dedicato all’anguilla, in cui i diversi gruppi di ricerca si confronteranno sullo stato dell’arte e le possibili azioni di tutela. Da una parte ci sono ovviamente le decisioni politiche – in Italia, ad esempio l’anguilla può essere pescata solo in 9 regioni, se il prelievo avviene altrove sono previste sanzioni salatissime o addirittura il carcere. Dall’altra c’è l’azione di monitoraggio che possiamo fare a livello scientifico anche avvalendoci del prezioso contributo dei pescatori».

Pescatori: sentinelle ambientali

I pescatori, già. Mordenti non li esclude affatto dal futuro dell’anguilla. «La pesca come avviene a Comacchio è sicuramente parte più della soluzione che del problema. Se la popolazione delle anguille europee è calata del 90% non è certo a causa di realtà come Comacchio o Orbetello che, al contrario, rivestono un’importante funzione culturale. Mantenere un Presidio come quello dell’anguilla marinata tradizionale delle Valli di Comacchio significa anche rendere noto il problema, tenere aperta una finestra di visibilità. Legare l’anguilla a un progetto di salvaguardia e di cultura come il Presidio Slow Food può essere una delle tante azioni messe in campo per bloccarne l’emorragia, può significare lavorare con i pescatori per trovare una soluzione soddisfacente, per l’ambiente e per le persone che lavorano nel settore in maniera artigianale, svolgendo tra l’altro un importante lavoro di monitoraggio».

Che sia davvero così? I numeri sembrano dar ragione a queste soluzioni combinate, a questa alleanza tra scienza, politica e pescatori. I numeri sono in miglioramento, e ogni anno la ricerca dà ulteriori, buone speranze. Per l’anguilla, e per una cultura che deve rimanere. Perché contribuisce a tutelare, valorizzare, forse anche salvare la preziosa anguilla europea.  

di Silvia Ceriani, info.eventi@slowfood.it

Slow Fish 2025 è a Porto Antico, Genova, dall’8 all’11 maggio. Iscriviti alla newsletter di Slow Food per essere informato su tutte le novità. #SlowFish2025