Il Mediterraneo si sta scaldando a una velocità superiore di circa il 20% rispetto agli altri mari e oceani. Quest’anno, per mesi, la temperatura dell’acqua ha raggiunto i 30°C anche sui fondali. Le ondate di calore hanno compromesso gravemente la mitilicoltura e i mitili selvatici in tutti i mari italiani.
In alcune zone dell’Adriatico, la morìa è stata del 100%. È il caso della Costa del Conero, nelle Marche, dove il Presidio del mosciolo selvatico di Portonovo ha dovuto sospendere le attività perché i celeberrimi mitili selvaggi non sono neppure nati. Alla crisi climatica si è sommata, in molte aree, l’invasione devastante di specie aliene subtropicali: predatori voracissimi, come il pesce scorpione o il granchio blu, che sul Delta del Po ha quasi azzerato l’allevamento delle vongole. In gioco, c’è il futuro di un intero settore economico, una forma virtuosa e sostenibile di prelievo o di allevamento. Cosa possiamo fare per salvare un patrimonio che è, allo stesso tempo, economico, sociale, ambientale e culturale?
Segue degustazione a tema.
Intervengono:
- Nadia Maggioncalda, muscolaia della Cooperativa mitilicoltori di La Spezia, comunità Slow Food
- Edoardo Baleani, Presidente Slow Food Ancona
- Luciano Carriero, Presidio Slow Food cozza nera di Taranto, Puglia
Questo appuntamento è a fruizione gratuita previa prenotazione online. Le prenotazioni online saranno possibili fino al 7 maggio incluso. Nei giorni dell’evento, ti consigliamo di presentarti in Arena Slow Fish 10 minuti prima dell’appuntamento per verificare eventuali posti liberi.