Il mare: prospettive e problemi – Le conferenze di Slow Fish

22 Aprile 2025

Le conferenze di Slow Fish sono gli appuntamenti per delineare le problematiche del nostro mare e le possibili soluzioni.

Come sempre, e forse più che in edizioni passate, le conferenze vedono protagonisti i pescatori e i mitilicoltori – ma non solo –, che raccontano problematiche generali e soluzioni possibili direttamente dal mare. E che si propongono di farci ampliare lo sguardo, di acquisire profondità.

Protagonisti delle conferenze sono gli ecosistemi e le risorse acquatiche, ma non solo. Già da alcuni anni, infatti, a Slow Fish ragioniamo di un sistema in cui il mare e la costa sono strettamente interconnessi. E non potrebbe essere altrimenti.

Una nota di fruizione sulle conferenze di Slow Fish

Tutte le conferenze sono a fruizione gratuita previa prenotazione online. Le prenotazioni online saranno possibili fino al 7 maggio incluso. Nei giorni dell’evento, ti consigliamo di presentarti in Arena Slow Fish 10 minuti prima dell’appuntamento per verificare eventuali posti liberi. Attenzione: molte conferenze prevedono un momento finale di degustazione, per farci acquisire ancora maggiore consapevolezza degli argomenti trattati. 

Di cosa parliamo a Slow Fish? Attenti a quei tre: generazioni future, grandi predatori e crisi climatica

Quest’anno, sono tanti gli argomenti sul piatto delle conferenze di Slow Fish: non possiamo non guardare al futuro prossimo. La pesca può rappresentare un’attrattiva, anche economica, per le nuove generazioni? Come possiamo avvicinarle a questo mondo e a un mestiere che sembra essere sempre più in sofferenza? Non possiamo non parlare delle specie a rischio. E per farlo scegliamo gli squali. I grandi predatori del mare, infatti sono divenuti prede, e ogni anno gli esseri umani provocano la morte di un numero di squali difficile da calcolare con precisione. Non possiamo tralasciare la crisi climatica e i suoi molteplici riflessi sulla vita dei mari. Da una parte, c’è ad esempio il proliferare delle specie invasive, che hanno usato il Canale di Suez come fosse un’autostrada o che sono giunte nei nostri mari aggrappate agli scafi delle navi. Oggi i nostri mari sono profondamente diversi da com’erano 20, 30 anni fa, e non possiamo ignorarlo. Un altro effetto dello stesso problema è dato dal fatto che molte produzioni, come i muscoli e le cozze stanno vivendo una fase di grande difficoltà. Nuovi e vecchi inquilini del mare, due facce della stessa medaglia 

Da grande farò il pescatore – Arena di Slow Fish, 9 maggio alle 15:00

In un paese circondato da 7500 km di coste naturali, la pesca non può non rappresentare un pezzo fondamentale di storia, economia, identità. Ma la pesca è anche un mestiere sempre più difficile, alle prese con la crisi climatica, il pescato che diminuisce, la burocrazia, i costi che aumentano e la concorrenza delle flotte provenienti da altre aree del Mediterraneo. La passione, l’idea di libertà e un legame viscerale con il mare sono gli elementi più potenti che tengono in vita le ultime comunità di pescatori, ma è fondamentale sostenere i giovani e reinventare questa professione in modo che diventi una prospettiva concreta per il loro futuro. Nel mondo della pesca le nuove generazioni potrebbero portare idee nuove, innovazioni tecnologiche, una maggiore attenzione all’ambiente, rendendo questo settore più sostenibile e più competitivo. Ascoltiamo il racconto e le proposte di giovani pescatori provenienti da tutta Italia. Segue degustazione. 

Squali e razze: quando li mangiamo, non lo sappiamo! – Arena di Slow Fish, 9 maggio alle 17:00

Gli squali svolgono un ruolo fondamentale negli ecosistemi marini, ma oggi sono gravemente minacciati. Ogni anno gli esseri umani provocano la morte di un numero di squali difficile da calcolare con precisione, e in molti non lo sanno, ma anche se non è scritto sul menù, è carne di squalo quella che consumiamo: palombo, gattuccio, spinarolo, zigrino. Sono tutti squali! E il loro numero sta via via diminuendo, senza che si comprenda, tra l’altro, quanto siano fondamentali per la salubrità degli ecosistemi e della catena trofica. In questo workshop, esperti del settore esplorano il rapporto tra conservazione, pesca e consumo alimentare, con l’obiettivo di creare alleanze per incidere anche a livello politico e di illustrare le azioni in corso dei progetti europei Life Elife e Life EU Shark. Al termine, vi invitiamo a una degustazione di cacciucco “shark free”, per scoprire come tradizione e sostenibilità possano convivere nel piatto!

Mitili sotto attacco: caldo estremo e specie aliene. Quale futuro per ecosistemi e mitilicoltura? – Arena di Slow Fish, 11 maggio alle 15:00

Il Mediterraneo si sta scaldando a una velocità superiore di circa il 20% rispetto agli altri mari e oceani. Quest’anno, per mesi, la temperatura dell’acqua ha raggiunto i 30°C anche sui fondali. Le ondate di calore hanno compromesso gravemente la mitilicoltura e i mitili selvatici in tutti i mari italiani. In alcune zone dell’Adriatico, la morìa è stata del 100%. È il caso della Costa del Conero, nelle Marche, dove il Presidio del mosciolo selvatico di Portonovo ha dovuto sospendere le attività perché i celeberrimi mitili selvaggi non sono neppure nati. Alla crisi climatica si è sommata, in molte aree, l’invasione devastante di specie aliene subtropicali: predatori voracissimi, come il pesce scorpione o il granchio blu, che sul Delta del Po ha quasi azzerato l’allevamento delle vongole. In gioco, c’è il futuro di un intero settore economico, una forma virtuosa e sostenibile di prelievo o di allevamento. Cosa possiamo fare per salvare un patrimonio che è, allo stesso tempo, economico, sociale, ambientale e culturale?

Di cosa parliamo a Slow Fish? La biodiversità degli ecosistemi acquatici, tra vecchi e nuovi Presìdi 

In Italia, sono 18 i Presìdi che tutelano tecniche di pesca, la biodiversità ittica e tecniche di lavorazione. In tutto il mondo ve ne sono altri 14.  Trentuno Presìdi Slow Food, 31 esempi diffusi dai mari caraibici alle coste bretoni, danesi o olandesi, fino ai mari dell’estremo nord e al Golfo di Taranto. A Slow Fish i Presìdi Slow Food della pesca sono protagonisti del mercato e attori di numerosi appuntamenti, dai Laboratori del Gusto ai forum della Slow Fish Arena, pensati per dare la parola ai pescatori, ascoltarne le problematiche e sostenere le loro rivendicazioni, ambientali e sociali. Nelle nostre conferenze, vi raccontiamo un Presidio storico, nelle Valli di Comacchio, e festeggiamo la nascita di un nuovo progetto per valorizzare l’ecosistema degli stagni di Cabras. 

Le Valli di Comacchio e la cultura dell’anguilla – Arena di Slow Fish, 10 maggio alle 15:00

Nelle Valli di Comacchio si trova la più grande zona umida tutelata in Italia, dove da secoli il lavoro degli uomini preserva un territorio unico, fatto di pinete e foreste allagate che si alternano a zone umide d’acqua dolce e salmastra. Le pesca nell’area protetta del parco regionale Delta del Po emiliano romagnolo usa i lavorieri tradizionali, che consentono di gestire in modo sostenibile la pesca dell’anguilla selvatica, garantendone la migrazione verso il Mar dei Sargassi per la riproduzione e la conservazione della specie. A Slow Fish raccontiamo come si svolge la pesca e la lavorazione dell’anguilla marinata tradizionale delle Valli di Comacchio (Presidio Slow Food) e di altri pesci, come acquadelle, acciughe e cefali. Nel farlo, parliamo di vecchie e nuove sfide: preservare il futuro dell’anguilla, a rischio in tutto il mondo, scommettendo su un processo di lavorazione artigianale e che viene da un lontano passato. 

A Slow Fish festeggiamo un nuovo Presidio per valorizzare la pesca e il muggine dello stagno di Cabras – Arena di Slow Fish, 11 maggio alle 11:00

Nella laguna di Cabras, in provincia di Oristano, c’è una delle peschiere più note e antiche del Mediterraneo: una costruzione che risale al periodo della dominazione aragonese, quattro secoli fa. Ma in tutto lo stagno di Cabras si pratica da sempre la pesca del muggine con strumenti tradizionali. Il Presidio, sostenuto dal Gal Sinis, nasce per preservare questa tradizione antica e per valorizzare tutti i prodotti ricavati dal muggine: merca, pisci affumau e il più rinomato, la bottarga. Leggi la scheda completa qui!

Di cosa parliamo a Slow Fish? Nuove prospettive turistiche e la protezione dei paesaggi terrazzati

Paesaggi terrazzati: un patrimonio da custodire – Arena di Slow Fish, 8 maggio alle 18:30

I muri a secco ancora presenti in Italia, se messi in fila, ci consentirebbero di percorrere l’intera distanza dalla Terra alla Luna (384.000 km). I paesaggi terrazzati costituiscono dunque un patrimonio importante e identitario della montagna mediterranea, legato a una grande varietà di colture e a saperi millenari sempre più rari. Sulle coste, le terrazze hanno un ruolo fondamentale per la tenuta idrogeologica dei versanti, per l’agricoltura (vite, ulivo, agrumi, ortaggi) e per la bellezza del paesaggio. Come preservare, adattare alle sfide attuali e valorizzare questi sistemi preziosi e fragili?

Il turismo che fa bene – Arena di Slow Fish, 9 maggio alle 11:00

Le città costiere italiane e mediterranee si trovano di fronte a sfide cruciali: da un lato l’impatto del cambiamento climatico e del turismo di massa, dall’altro la necessità di rigenerare economie locali e filiere alimentari in modo sostenibile. Slow Food Travel è un progetto innovativo, una proposta di viaggio lento e sostenibile che valorizza il legame tra mare, cibo e cultura. Non si tratta solo di un modello turistico, ma di uno strumento politico e culturale per rafforzare l’identità delle città di mare, costruire un ponte tra sostenibilità, economia e comunità, a partire dalla gestione consapevole delle risorse e da una rete locale fatta di amministrazioni, comunità e attori economici.

di redazione, info.eventi@slowfood.it

Slow Fish 2025 è a Porto Antico, Genova, dall’8 all’11 maggio. Iscriviti alla newsletter di Slow Food per essere informato su tutte le novità. #SlowFish2025